Partita inesistente, come il cavaliere di Calvino. Siamo appena al 19’, quando una pallottola vagante di Foden squarcia la metà campo del Napoli e Di Lorenzo, trafelato e disorientato, atterra Haaland sulla lunetta. Il Var capovolge la clemenza di Zwayer: chiara occasione da gol, fuori. Giusto. E allora, per il City, cominciava una lenta, ossessiva, processione verso il West di John Wayne. L’episodio inghiotte persino il pathos del ritorno di De Bruyne, che Conte richiama al 25’, a beneficio di un terzino, Olivera. Non un moccolo, da parte del belga, non un lamento: panchina e forza ragazzi. Giù il cappello.
Sin lì, per paradosso, la smanacciata più impegnativa era stata di Donnarumma, su Beukema. E, con Politano e Spinazzola, il Napoli si sporgeva. Si sporgeva, naturalmente, come si può fare all’Ethiad: buttandosi sulle briciole. Per un tempo, Milinkovic-Savic ha tenuto in piedi la baracca; e quando non il serbo, addirittura Politano, uno dei migliori. Tanto che, al posto di «Andonio», non lo avrei sostituito, al netto del fresco giallo. Sarà un caso ma, appena tolto, sono crepitati i gol. Forse erano nell’aria, se non nell’area, oh yes; forse il catenaccio era allo stremo: di sicuro, le ante di Juan Jesus non hanno aiutato.
In dieci minuti, dal 56’ al 66’: lo scavetto di Foden per la chioma di Haaland; il dribbling di Doku senza raddoppi. Sul 2-0, venivano richiamati proprio loro, i giustizieri, e il torello assumeva contorni quasi salvifici, vista le penuria di tiri.
Avventurarsi nella giungla tattica sarebbe da maniaci. Togliere De Bruyne (34 anni, mai dimenticarlo) è stata scelta fortissima. Come forti sono stati il cuore e la pazienza della squadra. Ci si aspettava un film d’essai, in un ribollire di idee: dopo il rosso, viceversa, hanno proiettato Fort Alamo, con i messicani del generale Santa Anna ancora lì, sempre lì.
E adesso ancora più idiota per poco non fa fare gol al Verona… bravo DiGre
Seconda kazzata di Gatti stavolta giocando la palla
Gatti idiota a prendere un giallo stupidissimo dopo 9 minuti.
Nell’11 titolare solo joao e’un nuovo acquisto
Perin, tex, rugani, bremer,cabal, koop, adzic; zegr, openda, kostic, david. Nella seconda squadra ci sono malcontati 8 nazionali.
Forza ragazzi, continuiamo l onda lunga. Altri tre punti e senza subire reti, anzi, senza concedere occasioni
JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Gatti, Kelly; Joao Mario, Locatelli, Thuram, Cambiaso; Conceicao, Yildiz; Vlahovic
A disposizione: Perin, Pinsoglio, Bremer, Koopmeiners, Zhegrova, Adzic, Kostic, Openda, McKennie, Rugani, David, Cabal
Allenatore: Igor Tudor
Esatto oggi formazione che almeno ha una sua logica
FORZA JUVE!
Bene, oggi ognuno nel suo ruolo. Vediamo.
Ancora e sempre 3-4-2-1 Almeno joao Mario e concecaio ci sono