Fischi in campo (persino all’inno); incidenti fuori; e il sindaco che diserta lo stadio (chi si «ritira», ha sempre torto). Tu quoque, Udine. Nell’antica Grecia, lo sport fermava le guerre. La celebre «tregua olimpica». Oggi, al massimo, «paci sporche». Venendo al futile: Italia-Israele 3-0. A meno che la Norvegia di Haaland non faccia harakiri, siamo ufficialmente ai playoff. Il minimo sindacale. Li giocheremo a marzo, con lo spettro di fallire il terzo Mondiale di fila. Ma anche con la speranza – e l’ambizione, spero – di tornarci (ultima volta, all’edizione brasiliana del 2014).
Nel ricordo dell’incasinatissimo 5-4 di Debrecen, lo scarto risulta, oggettivamente, obeso. Prova ne sia che fino al 74’ il migliore dei nostri era stato il peggiore di Tallinn: Donnarumma. Prima Solomon, sullo 0-0; poi Glouck, sull’1-0: due paratone. In vantaggio, ci aveva portati Retegui, procurandosi e trasformando quel rigorino che, viceversa, aveva sbagliato in Estonia. Quindi: turbolenze assortite, avversari palleggianti, difesa in bilico. Il bis del Chapita, the best, ha spaccato l’ordalia. Gran gol: recupero palla, destro a giro dal limite. Punto e a capo: la Nazionale di Ben Shimon ha mollato. Via libera: Pio mangia-gol, Mancini che fissa di cabeza il tabellino, il mini-popolo che gode.
Dal trasloco dal 4-2-4 al 3-5-2, con Bastoni squalificato, Kean infortunato e Raspadori, per un tempo, più trequartista che punta larga, sono usciti mobili ammaccati, tappezzerie un po’ lise, tavoli zoppi. In sala macchine, Barella e Tonali a sprazzi; più continuo e tranciante, Locatelli. Non un azzurro vivido: questo no. Ma noi siamo decimi nel ranking Fifa e loro settantaseiesimi: la differenza, alla fine, l’hanno fatta i piedi. C’è inoltre una tendenza, consolidata e precisa: Gattuso ha rimesso gli attaccanti al centro del villaggio. Sei reti Retegui, 4 Kean, 2 Raspadori, 1 P. Esposito. Tredici su sedici. Parola d’ordine: calma.
Cambiaso, per me, deve essere disciplinato con ruolo e compiti precisi. Se continua cosi si brucia.
Perche Mike? Sicuramente siamo messi male, ma il fatto che Israele sia una buona squadra e’ una qualche giustificazione alla fatica fatta per batterli. 3-0 risultato bugiardissimo.mi ha stupito molto che una linea di centrocampo a cinque, e probabilmente la migliore oggi esprimibile dal calcio italiano, non ha fatto un filtro decente.nel primo tempo tonali e barella molto male, cambiaso ha doti ma non ha senso nelle scelte e presu
Me troppo di se. In difesa di lorenzo ne ha fatte di ogni tipo, mancini e’ un castrone di difess, nulla piu. Gatti in forma se lo mangia. Calafiori mi e’ piaciuto per con qualche sbavatura.
E la domanda che continua a martellare. Che cazzo fa cambiaso sempre in mezzo al campo, con poco o punto costrutto,
Prima o poi ci faranno una serie tv…
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/10/15/eredita-agnelli-documento-donazione-edoardo-news/8160967/
ok, finita la rottura della nazionale si torna ai problemi nostri, che non sono pochi, a iniziare dalla testa di Tudor
Scritto da Robertson il 15 October 2025 alle ore 08:20
Allora siam messi maluccio
x gennaio e’ il caso di riportare a casa Muharemović su cui abbiamo ancora il 50% del cartellino, credo sia anche mancino
Israele e’ squadra non disprezzabile. Tecnicamente molto forti, soprattutto davanti. Credo che molti di questi giocatori vengano dalla primavera nazionale che se non ricordo male aveva fatto molto bene ail mondiale di categoria
Spezzate le reni a nientepopodimenochè Israele.
Minchia!
Buona sera, gentile O’ prevetariello. No, non lo pensavo. Chapeau all’intuizione del Mancio.
Il sindaco di Udine ha fatto un figurone,ma la sua parte politica l’ha aiutato!Mi è piaciuto che i calciatori si siano salutati senza il minimo problema,cosa che nel tennis non è successa(ucraine restie a dare la mano a russe e bielorusse).Poi,caro Roberto,volevo chiederti se pensavi(2 anni orsono)che Retegui fosse così forte.Grazie e buona notte.