Pizzicotti e sbadigli di Champions.
L’1-1 dello Stadium allontana la Juventus dagli spareggi degli ottavi ma, dopo il 2-1 di Cremona, semina altre tracce. Se piccole o grandi toccherà a Spalletti, ai giocatori. Lo Sporting è squadra fatta, Madama (dal 2021 o giù di lì) non più o non ancora. Per una quindicina di minuti, gli opliti di Rui Borges appendono i rivali al muro: il gol di Araujo, su azione Ioannidis-Trincao, è splendido; la traversa di Trincao, al 14’, da sturm und drang. E all’interno di un pressing avanzato e cadenzato, Pedro Gonçalves fa saltare piani e Hjulmand calibra il palleggio. Mamma mia.
Reagisce, la Vecchia, di orgoglio e di gioco (sì). Paratone di Rui Silva su Vlahovic, e di Inacio su Conceiçao. Il serbo leadereggia, lui che prende 12 milioni e a giugno potrà liberarsi «a gratis». Poco Yildiz, prigioniero a sinistra, con Cambiaso. Mentre Koop è sempre là, centrale mancino. Yildiz, «un po’ Kvara un po’ Di Natale»: calma, «Luscianone».
Ma è proprio il turco a innescare il pari, non meno pregevole dello 0-1: imbucata per Thuram, destro rapinoso di Vlahovic. Allo Sporting il punto basta e avanza. Alla Juventus, no. Dico subito che la ripresa non è stata croccante come il primo tempo, al netto dei poker di Casinò-McKennie. Il ritmo? Il Mondiale per club? A naso, comunque, non solo Tudor. Le staffette hanno sfigurato gli assetti, permettendo agli spallettiani di riprendere fiato e cazzimma. Spiccioli di Zhegrova e, addirittura, un centesimo di Miretti. Più David, il solito jukebox fisso sull’evergreen «o la va o la spacca». E stava per andare, incredibimente, se Rui Silva, il migliore dello Sporting, non gli avesse deviato una sgrullata sotto misura (da un cross di Kalulu, con Vlahovic il più brillante). Era il 92’. Pensando agli incipit di sabato e di oggi, un lettore ha recuperato un mio vecchio adagio: in Europa è diverso.
** Napoli-Eintracht Francoforte 0-0. Partita «fastidiosa», per usare un termine di fresco conio a Posillipo. E un eccesso di zero che, specchio sincero della contesa, non era immaginabile visti i precedenti tedeschi, ottavi in Bundesliga: 5-1 al Galatasaray, 1-5 con Atletico e Liverpool. E quelli del Napoli: 0-2 a Manchester, 2-1 allo Sporting, 2-6 a Eindhoven. Un Napoli sgonfio, con McTominay, Hojlund e Politano in ombra e Anguissa profeta nel deserto. Avversari ordinati, scolastici. In generale, rare le parate dei portieri e avari i brividi. Conte aveva rilanciato Lobotka e confermato Elmas. Poi dentro i dribbling – sporadici, invero – di Lang e Neres. Avrebbero fatto comodo gli assist taglienti di De Bruyne: scritto ciò, sbircio il taccuino e trovo un portacenere zeppo di cicche.
** Post scriptum: raccomando la rete di Micky Van de Ven in Tottenham-Copenaghen. Un tir olandese di 1,93 che si è fatto tutto il campo alla velocità di Verstappen.
Un Coso encomiabile in quel di Brugge…
Vista ora la classifica Champions, tutto ancora rimediabile. Dai!
Scritto da Riccardo Ric il 5 November 2025 alle ore 23:06
Ci mancherebbe altro , il format attuale con 24 squadre su 36 che comunque alla fine di questa supercazzola che dura 8 partite o si qualificano direttamente agli ottavi oppure fanno playoff andata e ritorno e’ stata appositamente studiata per fare in modo che i club europei “storici” dobpvessero metterci molto, ma molto del loro in termini di demeriti per uscire subito…noi avremo in casa il Patos e il Benfica ancora a zero punti dopo 4 partite e fuori il Bodo Glimt e il Monaco…se riusciamo a non entrare nelle prime 24 ci meritiamo sonoramente quella che sarebbe un’umiliante immediata eliminazione …ma non credo proprio che accadrà
Certo, stiamo a vedere cosa succede. Per quanto mi riguarda la gioia nel vederlo giocare non compensa mai la rabbia nel vedergli sprecare tante occasioni, spesso letteralmente buttate nel cesso. Proprio perché ho tante aspettative dal suo talento.
Quindi diventa un ostacolo temibile anche il Pafos?
Scritto da Fabrizio il 5 November 2025 alle ore 21:36
Soprattutto non era evidentemente temibile il Villareal. 2 punti pesantissimi gettati al vento, letteralmente
Vista ora la classifica Champions, tutto ancora rimediabile. Dai!
“Al netto dell’età, e della conseguente possibilità di vincere ancora tanto”
Ma il tema è, appunto, tutto lì…se Musetti avesse oggi 30 anni, e non 23, la “povertà “ del suo carniere di vittorie in tornei ATP lo condannerebbe quasi irrimediabilmente…poi è chiaro che ogni anno che dovesse ancora passare SENZA vittorie in tornei rischierebbe sempre di più di consegnarlo a “un magnifico avvenire dietro le spalle”, ma almeno stiamo a vedere cosa succede
Anche perché, dietro Alcaraz e Sinner, in questo momento, c’è veramente poco.