Un derby in grisaglia, noiosetto, con lo 0-0, stesso risultato di Lecce-Verona e Como-Cagliari (inchieste, inchieste), a fotografare la sterilità del dominio juventino, la paratona di Di Gregorio su Adams, la striscia di Paleari su Thuram, Conceiçao, David, McKennie.
A certi livelli, per l’ultimo step, bisogna limare le rifiniture, gli ultimi passaggi, quei dribbling che, come macheti, spaccano le foreste (e la selva di Coco, Maripan e Ismajli lo era, per qualità e quantità ). Siamo alle solite: la Juventus non è più la carovana di fantasia che era, recupera palla in fretta (o più in fretta), arriva al limite delle Fortezze Bastiani con lodevole nitore, ma poi, uhm, ecco… E gli allenatori non sono mica Einstein. Se un piede senza idee può ribellarsi, un’idea senza piede, al massimo, si consegna alle autorità .
Il Toro, con Colucci al posto di Baroni, squalificato, ha fatto la sua partita: catenaccio per metà gara, un ventello da «ma sì, proviamoci», suggellato dagli alleggerimenti di Asllani e da un paio di transizioni infìde, e poi di nuovo indietro: una spugna, un muro.
Positivi gli ingressi di Adams e dell’albanese, così come l’innesto di Zhegrova, le bollicine sostitutive della spuma del Portoghesino. Vlahovic ha trovato pane per i suoi brontolii, David è David e Openda, Openda. Su Yildiz, cosa aggiungere? Sulla fascia, mi sembra uno spreco. E’ cresciuto, ma la gabbia granata gli ha ridotto drasticamente spazi e feritoie, ovunque.
Koop sempre lì, terzino-centrale. Spalletti ci ha preso gusto. I ritmi quasi mai sono stati salgariani, neppure nei periodi di pressione più ossessiva. Il martedì di Champions non poteva non lasciare tracce. Dal tabellino emerge un ammonito solo: Asllani. Segno che i protagonisti hanno dato una mano all’arbitro. Cosa che manderà in bestia i Roberspierre dei loggioni. Solo loro, però.
** Parma-Milan 2-2 (Saelemaekers, Leao su rigore, Bernabé, Delprato). 1-2 con la Cremonese, 2-2 con il Pisa, 2-2 con il Parma: già tre indizi, caro Allegri. Troppi. Per mezz’ora, Diavolo in paradiso: e occhio a Saelemaekers, un «non protagonista» che spesso lo diventa. Al penalty di Leao, la squadra si fida di Dan («Mamma, butta la pasta») e si rilassa. La chicca balistica di Bernabé, agli sgoccioli del primo tempo, è come un faldone che qualcuno ha pescato nel cassetto e buttato sul tavolo. Baby Cuesta ordina l’avanti popolo, Modric latita, il centrocampo si sfalda, fioccano occasioni e parate (di Maignan), palo di Pellegrino, aggancio di Delprato, dimenticato dalla difesa, Pulisic entra e spreca. Orgoglio e disservizi. Da 0-2 a 2-2: una lezione.
Spalletti andrà giudicato quantomeno alla fine del girone di andata, se non oltre. L’ errore della proprietà è stato quello di non prendere alla fine del mondiale per club Spalletti, in modo che avrebbe avuto voce in capitolo sul mercato. La Roma sta raccogliendo i frutti del lavoro di Gasperini oggi, partendo da quest’estate e con un organico non superiore al nostro.
Sta conoscendo ora i giocatori caratterialmente e tecnicamente, ed il tempo per preparare le partite e soluzioni tattiche non c’è ne è.
Per questo l’errore è stato fatto a luglio proseguendo con Tudor, quando nelle segrete stanze sapevano che non sarebbe durato tutta la stagione.
Vero Alex, i nuovi innesti dei reds non hanno funzionato granché
Ottimo inizio del nostro doppio e non l’avrei detto anche perche’il girone e’complicatissimo.
Pep ha perso Rodri cosi ha deciso di clonarlo e si e’inventato Nico.
Il liverpool stranamente ha perso la sua identita’.i nuovi acquisti hanno portato confusione anziche migliorare la rosa.
Anch’io mi tengo spalletti, mica posso scegliere.
Ma si deve svegliare e darmi torto, per me è bollito
Perfettamente d’accordo. A meno di improbabile e sorprendente ritorno del Figlio Prodigo per eccellenza, mi tengo Spalletti.
Scritto da Logan il 9 November 2025 alle ore 18:27
Pure io.
Io invece sono fiducioso, al di là delle incazzature contingenti ad una partita, sul lavoro che Spalletti farà .
E sono d’accordo con intervengo che avverte sulla necessità di non fare la cazzata di un ennesimo ribaltone in panchina a giugno.
Prendiamoci il tempo necessario affinché uno scafato costruttore come Spalletti ci consegni, se non un palazzo, per lo meno una bella casetta.
Scritto da bilbao77 il 8 November 2025 alle ore 20:45
Scritto da bilbao77 il 8 November 2025 alle ore 20:46
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Perfettamente d’accordo. A meno di improbabile e sorprendente ritorno del Figlio Prodigo per eccellenza, mi tengo Spalletti.
Mi va bene qualunque modulo pirchinizi con 4-3.
Che il vecchio bollito si svegli, altrimenti i fatti mi dovranno dare ragione quando ipotizzavo Brambilla fino a fine e anno come migliore soluzione.
Ma adesso gin tonic e noccioline, è iniziata City Liverpool
Beh con 19 punti in 11 giornate (media 1.7) la proiezione su 38 giornate é di 65 punti, decisamente fuori dai primi quattro posti. O si accelera o si resta, giustamente, fuori.