Fu la Viola, attorno alle idi di marzo, a pugnalare Thiago: 3-0, dopo il 4-0 della Dea allo Stadium. Questa volta finisce pari e non «salta» nessuno: 1-1. Un sinistro randagio di Kostic agli sgoccioli del primo tempo; un mancino tracciante di Mandragora in avvio di ripresa. Pre e post, cori brutti-brutti contro Vlahovic e un’ordalia oggettivamente modesta, salvata – alla lunga, e solo parzialmente: molto parzialmente – dagli episodi.
In ordine sparso: il rigore pro Vlahovic dopo un reciproco «kamasutra» fra Pablo Marì e il serbo cervelloticamente revocato dal Dov’eri al Var. La traversona di Kean. La fuga di Vlahovic tipo Bernabeu, Cierre fino al tiro e poi più. Le paratone di Di Gregorio su Kean e di De Gea su McKennie.
Se Spalletti è nuovo, Vanoli è addirittura nuovissimo. Le zero vittorie e l’ultimo posto non gli appartengono. Ha ritrovato i battiti del cuore, la sua Fiore. E poi c’è Kean: una belva. Che duello, con Kelly. Come le sparatorie ta Vlahovic e Pablo Mari. In assenza di gioco, ci si rifugia nel wrestling. Perdonateci.
Impossibile dare un senso agli errori tecnici di Madama: sono stati una selva. Per «Luscianone» si profila un inverno più caldo degli autunni caldi che ci tramandiamo dalle lotte operaie del Novecento. Gli attaccanti non segnano: né il titolare né le riserve (David, Openda, trattati ormai come mance). E Yildiz, più centrale, ha acceso qualche lumino esclusivamente dal 60’ in su.
La pareggite continua a zavorrare la Vecchia. Siamo al terzo di fila, in pieno stile Motta (e Tudor). E’ sempre alla solita casella, l’abate di Certaldo: la casella dell’eterno ritorno. Momenti di gloria, periodi di sbandamento, calcio masturbato. Assenza totale di leader e quel 3-5-boh che non mi convince. Il punto cementa più Vanoli che Spallettone. Che aveva parlato di scudetto per dare la scossa. Era una finta. Occhio, invece, al quarto posto.
** Udinese-Bologna 0-3 (Pobega, Pobega, Bernardeschi). La squadra di Italiano mi pare la versione italiana del Marsiglia di De Zerbi (a proposito: 5-1 a Nizza). Accetta i rischi (che, per una quarantina di minuti, non saranno lievi), soffre i dribbling di Atta, pressa, morde e, prima di disarmare l’avversario, può togliersi lo sfizio di sbagliare un rigore (con Orsolini, parato da Okoye). E’ l’Orso in persona a offrire il gol rompighiaccio a Pobega; è la costruzione dal basso, portiere incluso, a regalare il bis di Pobega e il sigillo della Bernarda, non senza un tacco prelibato della riserva Dallinga: perché sì, la rosa è profonda. Come il mare di Lucio Dalla.
** Napoli-Atalanta 3-1 (Neres, Neres, Lang, Scamacca). Pensiero e «reazione». Ritocchi e petto in fuori: i «morti» del Dall’Ara sembravano Lazzari volanti. Splendidi gli squilli: di Neres, ala-centravanti (bella trovata), su sponda di Hojlund; bis del brasiliano su invito di McTominay; sgrullata di Lang su spiovente al bacio di Di Lorenzo. La «fu» Dea non graffia. Juric esonerato, Palladino appena arrivato: calma. Sono l’ingresso di Scamacca e i ruttini dei campioni a rendere «umano» il tabellino.
Questa è la rosa attuale della Juventus e vediamo chi è che può giocare in un top team/Juventus:
Giocatore
15 Kalulu può stare in questa rosa, c’è di meglio. Può fare solo il centrale.
9 Vlahovic : deve consacrarsi definitivamente e deve sbrigarsi. Da Juve.
10 Yildiz: è un giocatore spaesato. O ci si crede e si costruisce una squadra per lui, o va ceduto. Da juve
5 Locatelli M.: non da Juve, non da top team. La sua dimensione è la provincia.
22 McKennie: giocatore per squadre di premier league di seconda/terza fascia. Non da Juve.
8 Koopmeiners: idem come Locatelli. Non da Juve.
30 David: la sua dimensione è il Lille o squadre di caratura simile. Non ha personalità . Non da Juve
16 Di Gregorio: Ne’ portiere da Juve, ne’ da Top team. Buono per il Monza. Non da Juve.
27 Cambiaso: è uno dei pochi giocatori impiegabile in più ruoli. Deve decidere cosa essere. Da Juve e da top team.
19 Thuram K.: uno dei pochi da Juve per forza e qualità .
6 Kelly: non da Juve. Va bene per la Championship o ligue 1, media classifica.
4 Gatti F. : Da Juve, sulle orme dei difensori operai delle rose Trapattoniane.
7 Conceiçao: Classe e tecnica ne ha. Gioiello da coltivare. Da Juve, sicuramente….
20 Openda: non da Juve, da Bundesliga medio cabotaggio.
25 Joao Mario: uno dei pochi rimasto indecifrabile. Spalletti lo mettesse in campo.
18 Kostic: Da Juve…ma come cambio…
17 Adzic: andrebbe fatto maturare, senza pressioni. Un anno a Sassuolo e vediamo…
24 Rugani: Da Juve, per umiltà , qualità , correttezza. Cambio utilissimo.
3 Bremer: Da Juve senza se e senza ma. Ma deve imparare ad essere leader alla Thiago Silva.
11 Zhegrova: Da Juve. Tecnica e qualità abbondano. Ma anche qui Spalletti deve decidersi.
32 Cabal: buono per il Verona e per le canotte Giuntoli/procuratore. Non da Juve. 15 mln buttati
1 Perin: uomo spogliatoio, oggi merita di essere titolare. Da Juve.
21 Miretti: ancora indecifrabile anche se sembra più adatto ad una società senza troppe pressioni. Non da top team, non credo da Juve.
Ora contate i giocatori che sono da Juve, e giudicate Spalletti a fine dicembre.
Avremmo pesato il nostro doppio, diciamo.
Scritto da Guido il 23 November 2025 alle ore 20:34
Non ho detto che con la Germania avremmo sicuramente perso, ho detto che non sono sicuro avremmo vinto lo stesso perché, appunto, diamo per scontata la vittoria di Zverev , numero 3 ATP e vincitore di due Finals sul cemento indoor, su Cobolli, diciamo patriotticamente che Matteo Berrettini avrebbe battuto Struff ma poi si doveva giocare il famoso doppio…e li’ non sono sicuro di come sarebbe finita, ne’ in un senso ne’ nell’altro
A freddo…con tutto il rispetto per la gioia della vittoria, so che l’atmosfera della Coppa Davis, spesso, appiattisce i valori in campo ma Cobolli ha battuto il numero 36 al mondo, da numero 22.
Mi sbilancio nel dire che la vecchia (vera) Coppa Davis non l’avremmo mai vinta tre volte consecutive.
Scritto da Giovanni il 23 November 2025 alle ore 20:26
Non lo so, se l’ha superata la Spagna, non vedo perché non avremmo potuto battere noi la Germania, anche alla luce del fatto che noi la Spagna l’abbiamo battuta. Dando per scontato che Zverev avrebbe fatto il suo, contro Struff ce la saremmo giocata abbondantemente e poi credo che, battute a parte, il doppio di un certo peso ce lo abbiamo anche noi.