Roulette al Polo

Roberto Beccantini25 November 2025Pubblicato in Per sport

Bisognava avventurarsi oltre il Circolo polare artico (e molto altro…) per scongelare dal frigo i gol di Openda e David. E così, Bodo Glimt-Juventus 2-3. Primo successo in Champions. Solo dei saggi potevano immaginarsi una partita diversa. Magari una formazione diversa, sì, ma il calcio – quante volte devo ripetervelo – è metà arte e metà riffa.

Da queste parti, le avevano prese la Roma di Mourinho e la Lazio di Sarri. E a «Luscianone» non è che la Norvegia portasse fortuna: con o senza Haaland; con o senza neve (a proposito: manco un fiocco). Dicevo della formazione: Perin, Adzic, Miretti, Openda. Mah. Adzic, in particolare: l’emozione lo ha tagliato subito. L’estetica sul sintetico è difficile da realizzare, specialmente se non azzecchi un passaggio e becchi gol dall’immancabile corner e dall’immarcato Blomberg. Era una Juventus in balìa di sé stessa, prima ancora che degli avversari. Pavida, tirchia. Al di là dei dribbling di Conceiçao e le parate di Haikin.

Alla ripresa, l’Abatone di Certaldo si corregge. Non poteva non arrivarci. Fuori Adzic, dentro Yildiz. La torcia. Cambia passo, Madama, e accetta il coraggio del rischio; pareggia con Openda, in mischia; raddoppia, di testa, con Casinò-McKennie (su azione Yildiz-Miretti), fa del portiere il protagonista sommo, fa, fa, ma non chiude. E allora, non appena frena, non appena rincula, Cabal (un cambio non esattamente illuminato) affetta Aucklend e Fet trasforma il rigore. E’ l’87’. Gli spettri del Villarreal incombono, la squadra di Knutsen si gasa e sfiora il tris. Tris che, viceversa, coglie la Vecchia, grazie a una percussione del turco (voto 8) e a una zampata sotto misura di David. E’ il 91’. Miracolo.

Morale della trasferta: tante, troppe Juventus in una. Da Thiago a Tudor a Spalletti. Se può essere una forza – caratteriale, di giocate, di episodi, eccetera – di sicuro resta un limite.

** Napoli-Qarabag 2-0 (McTominay, auotorete di Jankovic). Diego Armando Maradona ci lasciava il 25 novembre di cinque anni fa. Il Napoli di Conte l’ha onorato con l’orgoglio che il devoto riserva al Dio che tanto gli ha dato. Osso duro, il Qarabag. Dopo il rigore parato a Hojlund, ci ha pensato McTominay: un gol e mezzo, tanto per gradire. Tre a uno all’Atalanta, 2-0 al Qarabag: il 3-4-2-1 funziona. E Bologna non è più un incubo.

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