E’ un campionato alla Buckingham Palace, con tanti di quei cambi della guardia da eccitare persino i «turisti» più golosi. L’ultimo lo determina, con il Milan di Max, il Napoli di «Andonio», vittorioso sulla Roma del Gasp. E all’Olimpico, addirittura. Lo ha deciso un contropiede ficcante, con Hojlund fionda e Neres sasso. Non viceversa.
Due giorni di riposo in più, ‘o Napule. D’accordo. Ma occhio alla mossa di Conte, dopo lo scempio di Bologna e la settimana auto-punitiva: 3-4-2-1 ibrido, con il danesone arretrante, Neres e Lang schizzanti. Caso o no, tre partite tre successi: 3-1 alla Dea, 2-0 al Qarabag e il blitz nella capitale.
Lo chiamavamo «derby del sole». E’ stato brutto, sporco e cattivo. Lo ha vinto chi più ha ringhiato (a uomo, a tutto campo) e chi più ha tirato. Era squalificato, Gasp, ma non ricordo una sua squadra così «lontana» dalla porta come questa Lupa. Dall’impiego a rate di Ferguson, Soulé, Pellegrini, Baldanzi e Dybala non è uscita che una palla-gol al 90’: su genialata dell’Omarino e destro di Baldanzi, sventato brillantemente da Milinkovic-Savic.
Per il resto, solo processioni, solo cortei. Più feroci McTominay e Lobotka, più impacciati i dirimpettai, inclini a palleggiare dalle parti di Rrhamani, Beukema e c. Sino all’episodio-chiave, al triangolo verticale Neres-Hojlund-Neres. All’attimo che vale una notte. Alla ripartenza che spesso frusta la Maggica.
Senza fior di titolari, si temeva che i campioni potessero barcollare. Invece no. Ci ha pensato il Martello. Per l’Ego di Trigoria, quattro sconfitte: e tre con le grandi (0-1 Inter, 0-1 Milan, 0-1 Napoli). Se si spegne Soulé e la Joya c’è e non c’è, visto che quasi mai il centravanti risolve o aiuta a risolverli, i problemi si dilatano. A maggior ragione, se al vampiro che ti morde offri il collo.
Danilo e’il simbolo di quant’e’caduta in basso la juve.
Via la famiglia bastarda ieri.
Occhio al fegato maiale vigliacco che la bari te lo sta gia mandando in necrosi di suo e se poi ci aggiungi anche il cialtrone e quel cesso di Danilo e’n’attimo….
Silenzio di tomba sul primo posto in classifica. Poi esce dalla stessa Coppa Italia che, quando la vince, è meno di un porta ombrello… rifatevi una vita senza.
Danilo, per questa grande Juventus, costruita da Giuntoli prima, e da Comollì dopo, non era buono.
si ma il cappottino?
Sta finendo un’ epoca, “palla a quello bravo” (cit) potrebbe non essere più sufficiente.
LeBron interrompe, dopo 1297 partite consecutive, la striscia che lo portava a segnare almeno 10 punti a partita.
Incredibile.
Congratulazioni a Danilo che con il Flamenco, dopo aver vinto la Libertadores, ha vinto il campionato nazionale
A casa cialtrone schifoso(semicit)
Persino Adani è riuscito a rifarsi una vita …
A casa … cialtrone