Fiele e miele

Roberto Beccantini10 December 2025Pubblicato in Per sport

Sesta tappa di Champions. L’ibrida Italia contro la perfida Albione. Botti da orbi. Fiele e miele.

** Inter-Liverpool 0-1 (Szoboszlai su rigore). Abbiamo voluto il Var? Yes. E allora teniamocelo sempre, non solo quando ci fa comodo. Minuto 32: gol di Konaté annullato, dopo 4’ di assemblea di condominio (dietro lo schermo e davanti) per «mani-comietto» di Ekitike. Minuto 39: lecca di Thuram, braccio di Van Dijk (congruo? non congruo?), avanti popolo. Minuto 87: trattenuta di Bastoni, svenimento di Wirtz, nulla per l’arbitro Zwayer che, precettato alla «moviola», rovescia il pollice: penalty. Szoboszlai trasforma. Se interessa il mio parere, figlio del Novecento: gol sì (per l’involontarietà del braccino), dischetto no (per la simulazione del tedesco).

La partita, adesso. Come estetica, non proprio la cima Coppi. C’era una volta il gegenpressing di Klopp. Bava alla bocca. Oggi, si va di tiki-taka e di imboscate. Segnali di fumo. Slot ha «espulso» Salah ed è pure orfano di Gakpo e Chiesa. La squadra gioca per lui e impegna Sommer più di quanto gli avversari non disturbino Alisson (salvo una volta con il Toro, di testa). In generale, più Liverpool che Inter. Certo, gli infortuni di Calha (all’11’) e Acerbi (al 31’) hanno condizionato, ritardandoli, i cambi di Chivu. Mai una squadra ha dominato l’altra, questo no. Ma per come erano messi, i Reds mi hanno sorpreso. Nonostante Gomez, là dove c’era l’erba di Alexander-Arnold (a proposito: buona idea, l’ingresso di Bradley). Che delusione, Thuram.

Resta un dettaglio: 12 punti su 12 con i materassi, 0 su 6 fra Atletico e Liverpool. Al netto degli episodi, che per me incidono (ma non per altri).

** Atalanta-Chelsea 2-1 (Joao Pedro, Scamacca, De Ketelaere). Questo sì, un tappone alpino. Da leccarsi i baffi. E che rimonta: di fronte ai campioni del Mondo, mica a una squadretta di passaggio. Un calcio alla «fatal» Verona; dopodiché, alla carica. Palladino e Maresca se le danno di santa ragione, al diavolo calcoli e scrupoli. In volata, sfreccia il coraggio della Dea. Hombre del partido, Charles De Ketelaere: l’assist a Scamacca (lui sì, nove «verdadero») e la rete che trasforma il tormento in estasi. Il massimo.

113 Commenti

Lascia un commento