Gli episodi, questi «impostori». L’erroraccio di Djimsiti che spalanca l’area alla coppia Pio-Lautaro, triangolo e sinistro radente. Era il 66’. Lo sgorbio di Samardzic che, imbeccato da De Ketelaere, si mangia – di mancino, il suo piede – il più comodo dei pareggi. Era l’87’. E così, Atalanta-Inter 0-1.
Non può essere un caso se l’Inter non perde dalla Dea, con o senza Gasp, dal novembre 2018. E infatti non lo è, al di là dei dettagli. L’ordalia è stata vibrante, la squadra di Chivu l’ha dominata per un tempo e governata sino al 70’ o giù di lì.
Doppio play, Calhanoglu-Zielinski, Barella simil trequartista, Thuram e il capitano a scambiarsi, Dimarco ala, Bastoni e Bisseck in appoggio: difficile, per chi marca a uomo, orizzontarsi in tutto quel tourbillon. Palladino invocava da Scamacca e De Keteleare soccorsi che l’aggressività degli avversari, con Akanji in testa, riduceva al minimo.
Non fioccavano, le occasioni, ma insomma: Carnesecchi salvava su Thuram, sul Toro e, in avvio di ripresa, su Luis Henrique (meno timido). E Barella ciccava in proprio. A un certo punto, Chivu toglieva Thuram, calante, e sguinzagliava Pio Esposito. Un segno del destino. Djimsiti, Pio, Martinez: anatomia di un istante.
L’Atalanta aveva guadagnato zolle. E l’Inter, magari, stava calando. Il gol ha spaccato la notte; Samardzic – un panchinaro – avrebbe potuto raccoglierne e incollarne i cocci, invece no. Anatomia di un altro istante. Se escludiamo il Bologna di Riad, l’Inter non ha mai pareggiato. Un’anomalia che ne fotografa lo spirito e la tendenza. Cavalca gli eccessi, nell’architettura della manovra e nella danza dei momenti, prova ne siano i rovesci con Udinese e le Grandi (Juventus, Napoli e Milan in patria; Atletico e Liverpool in Champions). Potrà sbagliare, l’Inter, sgonfiarsi o non chiudere le pratiche, ma si rialza sempre.
** Cremonese-Napoli 0-2 (Højlund, Højlund). Da Riad allo Zini, in carrozza. Prova d’orchestra, prova di forza. Alla faccia del tabù trasferta. La trama galvanizza Conte e non mortifica Nicola. Lo scarto l’hanno scolpito la differenza dei piedi e la fame del danesone. Doppietta di rapina. Alla Pippo Inzaghi.
** Milan-Verona 3-0 (Pulisic, Nkunku su rigore, Nkunku). Mezzogiorno di fuoco, a San Siro. Per un tempo, Hellas capace d’imbrigliare un Diavolo assai docile. Poi, d’improvviso, tre pere. Pulisic, abbonato a queste cerimonie, e il desaparecido Nkunku: rigore procurato e trasformato, tap-in dopo sventola di Modric, Oscar alla regia. In tribuna, Füllkrug: hai visto mai…
Frattesi non gioca perche’e’piu scarso di quelli che giocano tra cui Mikytharian che ha 38 anni…
Non gjocava con Inzaghi e non gioca con Chivu.
Vade retro.
Gentile Primario, Auguri di una buona giornata di Capodanno e un Felice Anno Nuovo a lei e a tutti i Pazienti della Clinica
a me Frattesi non dispiacerebbe (vabbè un po’ sì per il fatto della provenienza indigesta) perchè ha tiro da fuori area e vede la porta, penso che il giocare poco da loro sia dovuto all’abbondanza di centrocampisti
Beh dai tieniamoci stretti ancora per qualche ora questo anno che tra un genocidio e l’altro ha portato comunque l’italia ad un ruolo di super potenza mondiale. Il prossimo anno la pacchia è finita. Finalmente con la separazione delle carriere tra giudici e magistrati le pensioni saranno aumentate in maniera considerevole (non che un 1,5 euro al mese siano da buttare via), verranno abolite le accise sul gasolio (momentaneamente aumenteranno, ma solo momentaneamente), verrà ridotto il numero di immigrati irregolari (con una sanatoria di 500.000 posti, ma meglio una sanatoria che rimpatriarli), diminuiranno le liste di attesa nella sanità grazie alle risorse sottratte alle spese militari, aumenterà la sicurezza dei cittadini (è vero che le forze dell’ordine sono diminuite di organico ma sono più motivate), ed i politici potranno sbagliare come tutti gli esseri umani dato che l’impiccione corte dei conti è stata messa a tacere ed a pagare saranno come sempre i cittadini che pagano le tasse. Come chicca vi segnalo che dal prossimo anno gli amministratori di condominio dovranno per legge essere laureati ma questi si potranno consolare andando a fare i ministri o i presidenti del consiglio e se qualche condomino non paga i creditori dei condomini potranno rivalersi su quelli che invece pagano regolarmente. Che dire., Fino alla fine, forza italia!
Il rinnovo di Spalletti è una formalità. Per ragioni di bilancio, avendo già tudor e motta a libro paga non possono ufficializzarlo ma i bene informati dicono che rimarrà almeno due anni anche con il quinto posto.
No, il rinnovo a giugno, giusta l’accordo stipulato al momento dell’assunzione! La Juve rimane sempre la Juve e per chi è chiamato ad allenarla non può che esserne orgoglioso. Vale per Spalletti e vale per qualunque altro. Andrà bene? Andrà male? E’ un rischio che si corre e Spalletti si sta mettendo alla prova ed il “gioco” per lui vale la candela! Porti al termine questa sua scommessa e non avrà problemi per il rinnovo! Buon anno a tutti quelli che accettano questo mio augurio e se non l’accettano pazienza! leo
Io no.
Per me allenatore e rosa non devono avere tutte queste certezze, per troppi anni ganno avuto troppe carote e pochi bastoni.
Scritto da Fabrizio il 31 December 2025 alle ore 15:13 A fine stagione è già tardi Rinnovando ora responsabilizzi la rosa Vero è che se va male, devi licenziarlo Ma io correrei il richio
Da domani (ulteriore) stretta del governo di Israele contro le organizzazioni umanitarie (compresa la Caritas), a Gaza si continua a morire, di freddo e fame, o uccisi con motivazioni pretestuose dell’ esercito di occupazione israeliano.
In Cisgiordania continuano le violenze contro palestinesi inermi, e le occupazioni illegali di territori.
E il governo civile italiano, muto.
Buon 2026 de che?
Leggo nche che la Juve vorrebbe anticipare il rinnovo di Spalletti.
Per quanto il tecnico sia valido e mi piaccia, per me é un errore. Si é detto a fine stagione e fine stagione deve essere. Non deve passare il messaggio, anche e soprattutto alla squadra, che basta far bene due o tre partite per ottenere rinnovi e riconoscimenti.