In vista di Inter-Napoli, tappone di domenica sera, si pensava a un placido rullar di pedali. Placido un corno.
** Napoli-Verona 2-2 (Frese, Orban su rigore, McTominay, Di Lorenzo). Tra Vesuvio e Giulietta son sempre storie tese. Venivano, i campioni, da un poker di 2-0; l’Hellas, dallo 0-3 casalingo col Toro. Da qui, immagino, il piccolo trotto del primo tempo. Così piccolo da spalancare la porta al tacco di Frese e al rigore per mani-comio (di Buongiorno, «fallato» da Valentini: mah), trasformato da Orban.
Nel secondo, urlacci contiani e flebo di cazzimma. «Andonio» ritoccava l’assetto, Marianucci dietro, Di Lorenzo più avanti e Politano ancora di più, con Lucca ad affiancare Højlund. Zuccata di McTominay, su uscita farfallesca di Montipò, gol del Danesone annullato via tele per l’ennesimo mani-comio, pareggio di Di Lorenzo. E, agli sgoccioli degli sgoccioli, lo scavetto chilometrico di Giovani a un pelo dal rovesciare il Maradona. Non credo che gli episodi, il «riposo» di Juan Jesus e la caviglia di Neres possano spiegare, da soli, i pisoli di metà match.
** Parma-Inter 0-2 (Dimarco, Thuram). Sesta vittoria consecutiva. Di pilota automatico, dopo la traversa di Ondrejka. Una carezza del destino. Modico turnover di Chivu, di ritorno nello stadio del decollo. Rete di Dimarco al 42’, di possesso, e di Thuram, su palla lunga di Barella, in flagrante contropiede, al 98’. Barella, Thuram: a referto, due «riserve». La qualità, la qualità. Poi i blocchi bassi, gli schemi, le lavagne e i paraponzi dei salotti.
** Bologna-Atalanta 0-2 (Krstovic, Krstovic). La Befana dei centravanti-scopa, ancora: da Douvikas a Ferguson e Dovbyk, da David all’ex leccese. Non vola più Italiano: e non per caso. Ha ripreso a volare, Palladino: e neppure qui per fatalità.
Classifica: Inter 42, Milan e Napoli 38. Domani, Milan-Genoa. Il Reverendo, l’Indice piangente, il Cortomusista. Buon Var a tutti.
Beh, se riduciamo il tutto ai momenti di “vero tennis”, con Musetti siamo a posto. Inutile discutere di titoli e classifica ATP. A proposito di titoli, Musetti riesce miracolosamente a superare il problema al braccio, e vince il titolo di doppio, in coppia con Sonego.
lettore_11826949
2026-01-11 11:34:37
il fatto che Musetti sia numero 5 al mondo più che esaltante x l’Italia è un fatto che dovrebbe far riflettere sul tennis di oggi , 2 tornei , minori , vinti in carriera e poi tante sconfitte , il problema è che dopo i primi due la differenza tra numero 3 ed il numero 50 è minima….Sunto perfetto per uno che perde per infortunio e poi vince un doppio dopo una doccia.
No guarda mi sa che a TE e’convenuto uscirtene con la cazzata sulla citazione dopo che sei stato preso in brache di tela come sempre…..
Avevifatto la scelta giusta andandotene….avevi capito e accettato la tua inadeguatezza ma capisco che la fuori da solo fa freddo…molto freddo.
Adesso pero’vai ai servizi,su da bravo.
Prezzolini l’ aveva reso splendidamente . Solo che la furbizia poi ci porta ad avere le pezze al culo, piazza Venezia ci mette un attimo a diventare piazzale Loreto.
“L’Italiano ha un tale culto per la furbizia, che arriva persino all’ammirazione di chi se ne serve a suo danno. Il furbo è in alto in Italia non soltanto per la propria furbizia, ma per la reverenza che l’italiano in generale ha della furbizia stessa, alla quale principalmente fa appello per la riscossa e per la vendetta. Nella famiglia, nella scuola, nelle carriere, l’esempio e la dottrina corrente – che non si trova nei libri – insegnano i sistemi della furbizia.
La vittima si lamenta della furbizia che l’ha colpita, ma in cuor suo si ripromette di imparare la lezione per un’altra occasione. La diffidenza degli umili che si riscontra in quasi tutta l’Italia, è appunto l’effetto di un secolare dominio dei furbi, contro i quali la corbelleria dei più si è andata corazzando di una corteccia di silenzio e di ottuso sospetto, non sufficiente, però, a porli al riparo delle sempre nuove scaltrezze di quelli. [...]
L’Italia va avanti perché ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l’Italia sono i furbi, che non fanno nulla, spendono e se la godono.”
Rido….si, mi sa che ti conviene uscirne così….
Lassie basta così per oggi.
Torna ai servizi.
Grazie.
A Musetti dobbiamo tutti momenti di tennis vero, stilisticamente perfetto, una gioia per gli occhi, partite esaltanti(l’ho visto dal vivo e vi assicuro che il suo rovescio vale da solo il pur esorbitante prezzo del biglietto degli internazionali di roma)…. perdere da Bublik due su tre può succedere a tutti(si, compreso a quei due).
Scritto da Causio il 11 January 2026 alle ore 10:30
Assolutamente Amedeo, capita si’ anche a “quei 2” , vedi ad Halle quest’anno, torneo vinto da Bublik che nel percorso per arrivare alla finale ha battuto un certo Jannik Sinner…
Che poi è lana caprina, per vincere devi giocare bene…con tutte le infinite sfumature del calcio sul concetto di “giocare bene”….
Fonte simile un par di palle….la lirica è un elemento di spicco di questo Paese sgangherato quanto si vuole, e lo è, ma con alcune perle ineguagliabili. Puccini Verdi Rossini Bellini ecc ecc hanno fatto conoscere l Italia in tutto il mondo…
Qui concordo in parte…sorrido….vincere (se non titoli, impropabile, per questa stagione, tante partite) vincere e poi nel caso divertire….che poi se vince, diverte, almeno me…)