Dovevano essere tappe pianeggianti, di trasferimento, dopo la cima Coppi di domenica sera, celebrata a social unificati. Invece: Napoli-Parma 0-0, Inter-Lecce 1-0. E allora, in attesa di Como-Milan di domani, Inter 46, Napoli (e Milan) 40. Chivu campione d’inverno al di là dello «spezzatino» che fotografa il primo strappetto della stagione.
Sono state partite sporche, caotiche, in cui il terzo stato di Cuesta e Di Francesco si è difeso raccogliendosi attorno al proprio portiere, alle proprie barricate. Con Conte ai domiciliari, McTominay e Højlund hanno sbattuto contro un muro.
Vagoni e non più locomotive. Il ricorso a Neres, e l’uscita malinconica agli sgoccioli, testimoniano di una brillantezza non ancora recuperata. Mischia per mischia, chi scrive avrebbe anticipato l’ingresso di Lucca e delle sue ante, grezze ma in quelle bolge dantesche hai visto mai.
I cambi. Uffa che barba. Ne parlo spesso, come se fossi a corto di argomenti. Ma anche stavolta sono stati orientativi: se non, addirittura, decisivi. Liquidato il Napoli, al terzo pari di fila, sotto con l’Inter. Turnover massiccio (Diouf vice Dumfries, per esempio) e impatto in pantofole. Tanto per dire: Madama bombardò, l’Inter no.
Nella ripresa, a un certo punto il Reverendo ha inserito Lautaro e Pio. Già la squadra si stava scuotendo, e i salentini cominciavano a patire le assenze, ma sono state le staffette a fissare il confine. Era il 74’, quando la trama offriva a Siebert, in una delle rare processioni in campo aperto, la palla dello sberleffo: rimediava Sommer. Quattro minuti, ed ecco la scossa: tiro del capitano, respinta di Falcone, rimbalzo di Pio (Esposito), un ventenne (ormai) di belle «presenze».
Per oggi, è tutto. E non ditemi che è poco.
Scritto da Superciuk il 15 January 2026 alle ore 08:10
Lei,invece,continiuera’ a prenderlo tutto,in un modo o nell’altro.
Bravo Cristian e bravo Pio,alla faccia di chi sghignazzava a inizio campionato.
Rabiot è un lavativo che gioca solo quando.gli gira. È uno che vorrei sempre contro e mai in squadra. Lo prenderei a calci in culo ogni partita, credo. Ma forse anche in allenamento! :-)
Eh sì quando penso a personalità e leadership mi viene subito in mente l’immagine di Rabiot…
Ah beh…
Siete stati dei pazzi a non rinnovare Rabiot.
Superstar.
Attento, tignoso, tecnico, personalità enorme.
Oggi 2/3 del Milan è stato lui.
presi a pallate,
calcio vigliacco,
culo infinito
Niente di nuovo: d’altronde, un cialtrone è per sempre (auto cit.)
Quetsi hanno veramente più culo che anima…
Riassumo un discorso di Gabriel Rufian, del partito Sinistra Repubblicana di Catalogna, nel Parlamento spagnolo, rivolgendosi prima ai “colleghi” di Vox e PP, e poi ai vassalli di Trump di tutto il mondo: “Occhio, non sarebbe mai abbastanza vassalli per Trump, i prossimi potreste essere voi, se gli farà comodo”.
Vamos