Emozioni e sbadigli vintage

Roberto Beccantini28 January 2026Pubblicato in Per sport

Champions vintage. Tutte insieme appassionatamente. Come una volta, all’epoca delle radioline incollate all’orecchio e degli «Scusa Ameri, scusa Ameri, ha segnato…», mozziconi di frasi che spingevano il cuore sulla luna o sotto terra.

Campo centrale, ho scelto il Maradona: Napoli-Chelsea 2-3. Fuori, dunque, i superstiti di Conte. Bellissimi gol, però. Su tutti, l’uno pari di Antonio Vergara di Frattaminore, 23 anni, dribbling, suola, siml-ruleta e bisturi di sinistro, fra un paio di birilli. Il mani-comio di Juan Jesus aveva portato al rigore trasformato da Enzo Fernandez. Il sorpasso di Højlund – sinistro secco, in anticipo sullo stopper – onorava l’azione e il cross di Olivera.

Per un tempo, i resti di Conte Dracula non sembravano nemmeno poi così resti. E il Chelsea di Rosenior, addirittura una caricatura del Chelsea di Maresca. Nel secondo, viceversa, McTominay e c. sono calati, Palmer e Garnacho sono entrati, ma è stato soprattutto Joao Pedro, dal limite e in diagonale, a rovesciare il risultato: e in che modo! Il singolo. Ci ha provato anche nel finale, ‘o Napule, e in mischia ci è andato pure vicino. Gli applausi dello stadio sono la colonna sonora di un sogno difeso male a Eindhoven e Copenaghen ma svanito con orgoglio.

A Montecarlo, zero a zero su tutta la linea tra Monaco e Juventus. La paperona di Perin, graziatissimo da Akliouche, pareva un «tristo» presagio. Strada facendo, la partita si è trasformata in un minestrone senza sale, da sbadigli e rutti. Con Koop subito (coraggio pure), Yildiz dal 46’, Locatelli mai e altre rotazioni, la palla tossiva spesso e tirare diventava una mezza impresa. La certezza dei playoff, diciamo così, ha cancellato qualsiasi prurito legato ai transistor. Meglio due feriti che un morto: non è di «Luscianone», ma ci siamo capiti.

Da tre sconfitte consecutive a un 2-0 che fa morale: et voilà. Ordalia complicata, in Germania: Borussia a scavalcare il centrocampo con lanci lunghi, Inter a opporre il suo fraseggio, le sue idee. E, in totale, occasioni più nitide. Splendida la punizione di capitan Dimarco, un po’ foglia morta e un po’ parabola viva. Il raddoppio, siglato dal riservista Diouf, è la ciliegina sul turnover di Chivu. Pensierino della sera: espugnare Dortmund, dove nacquero i gol alla Del Piero, non è mai banale.

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