Bastonati

Roberto Beccantini18 February 2026Pubblicato in Per sport

Il calcio è proprio un barile di adrenalina. Là dove, e sto parlando del Circolo polare artico, Openda e David, gli «Stanlio» e «Ollio» dell’Abatone, avevano segnato per una volta nella vita un gol a testa, l’Inter ne ha presi tre, addirittura. Tre a uno. Era l’andata dei playoff per gli ottavi di Champions. Al ritorno non servirà un’impresa, ma un’altra Inter. Patti chiari.

Veniva dal letargo, il Bodo/Glimt: un vantaggio, uno svantaggio? Scienziati, a voi. Poi l’erba sintetica. Poi, però, basta. Dimenticavo: i pali di Darmian e di Lautaro. Qualche occasione. Ma anche, e soprattutto, una ripresa non all’altezza delle ambizioni e che non giustifica, comunque, le rotazioni del Reverendo.

Ha giocato, Bastoni. «Fischiatino». E, in pagella, sei politico. Della squadra di Knutsen mi ha impressionato – e non è una novità – il palleggio stretto che fa tanto sartine del Barça. Prova ne siano le reti: di Sondre Fet e, dopo il pareggio sbracciante di Pio, da «nove» di razza, Hauge, ex Milan, e Høgh. Azioni da virtuosi della pelota. Sono calati, i vice campioni d’Italia, alla distanza: come Madama a Istanbul (parità numerica a parte). Può essere che fossero un po’ scarichi, può essere che siano stati troppo leggeri, troppo presuntuosi. Può essere tutto. Senza trascurare i diritti dell’opposizione.

Fatale a Spalletti (3-0 a Oslo), amara per Gattuso (4-1 al Meazza), la Norvegia esiste al di là di Haaland. A Bodo le avevano prese la Roma di Mourinho, la Lazio di Baroni; e persino il City del Pep. Che ci crediate o no, l’unica a sfangarla, per 3-2, è stata provate a indovinare chi?

Morale della favola. O favola della morale: Galatasaray-Juventus 5-2; Borussia Dortmund-Atalanta 2-0; Bodo/Glimt-Inter 3-1. Gira e rigira, per Chivu buone notizie solo dal Meazza: l’1-1 del Milan con il Como, tra portieri di fotte (Maignan) e lob alcaraziani (Leao).

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