Il golpe di Estupiñán rimanda la sentenza, ma non la cambia: lo scudetto lo vincerà l’Inter, nonostante l’1-0 del Milan. Sette punti, a dieci turni dal termine, rappresentano uno scudo efficace. Che derby è stato? Bruttarello, dalla trama attorcigliata e scontata: il Fetecista, muro e contropiede; il Reverendo, possesso, errori e omissioni.
Non che il Diavolo non abbia avuto le sue occasioni (una, forse la più grossa, in avvio: offerta da Sommer e sprecata da Modric), ma la notte è ruotata attorno a quattro episodi: 34’, Mkhitaryan consegna a Maignan un gol fatto; 35’, il sinistro di Estupiñán, riserva di Bartesaghi, su filtrante di Fofana; 54’, Dimarco si divora il pari; 95’, mani-comio di Ricci, non colto da Doveri e trascurato dal Var. Sul tema ho scritto fior di saggi: se violenti l’involontarietà , tutto diventa possibile. Quanti ne hanno concessi, quanti… A Bisseck con la Lazio, per esempio. E al povero Joao Mario in Verona-Juventus. Si mettessero d’accordo.
Rimane il risultato: per Allegri, secondo 1-0 consecutivo. E, in generale, da sei derby vinti dall’Inter a cinque vinti e due pareggiati dal Milan. Oplà . Dei nerazzurri, nessuno ha reso al suo livello: nemmeno Dimarco, neppure Bastoni (fischiatissimo, ammonito su Rabiot, acciaccato e sostituito) per tacere di Barella. In assenza della «Thula», Pio e Bonny sono stati prigionieri di Tomori, De Winter e Pavlovic. Spesso, il Milan ha giocato in dieci: Leao fuori ruolo e fuori contesto. Sempre con il cuore, però, e con i tacchetti alla bocca. Da squadra che, sapendosi inferiore, raschia il fondo di tutti i corti musi.
Maignan fece il fenomeno all’andata, non stavolta: non ce n’era bisogno. Resta, per Chivu, la sindrome delle Grandi (o sedicenti tali): dal Bodø/Glimt ai «cugini». Andamento lento, quasi preoccupato (di cosa?), mira sterile. Aveva due risultati su tre. Gli avversari, uno. Ha risolto l’ecuadoriano che, ad agosto, era titolare e poi è finito in panca, per disperazione: è il calcio.
Che poi è la metafora della vita miserevole del pasqualazzoff che a forza di essere menato ed abusato è diventato il pedofilo che conosciamo.
Più Geffri Epstein o Geffri Dahmer? Mah.
Scritto da De pasquale il 10 March 2026 alle ore 22:08
De Pasquale, no, ma ammetto che ho provato la forte tentazione di gustarmi una sconfitta di quel cretino deficiente integrale di Flick che un un anno fa letteralmente vi regalo’ la finale di Champions. C’è mancato poco, coito …interrotto a tempo ampiamente scaduto causa un rigore, netto. Peccato.Barca, piatto monotono e prevedibile, nessuna delle loro stelle si è accesa, di contro Newcastle coraggioso che andava a pressare alto i catalani spesso mettendoli in difficoltà , sfruttando le solite praterie concesse da quel cretino deficiente integrale di cui sopra, il quale non rendendosi conto del film della partita ha rischiato grosso, già solo uno a zero sarebbe stato risultato misero, in favore dei bianconeri inglesi. Ps ho visto solo,il secondo tempo, il primo ho visto Atalanta Bayern, ma guardare un bambino piccolo malmenato da uno più grande mi provocava fastidio.
Geffri pasqualazzoff Epstein…hihihihi.
A cuccia lurido pedofilo ndranghetista e pisciatombe.
Rumenta,meglio, vah
Pôver Balengo e Lingera
A me risulta un 9-1 sugli ndranghetisti, maiale. Hihihi.
Che poi il PSG di Luis Enrique Gratteri si è fermato perché altrimenti…altro che 9.
Hihihihi.
Non mi risulta dice.ihihih
Belli i vostri record.
O non le risulta?
ihihih