Se David è un nueve falso, avrà pensato «Luscianone», tanto vale rischiare un falso nueve: Yildiz. A Napoli gli andò male, a Udine no. La formula del «tridentino» (Conceiçao, Yildiz, Boga) ha vinto e convinto al di là dello scarto, 0-1, lontano dalle occasioni espresse e dai valori affiorati.
Può essere che la difesa «alticcia» di Runjaic abbia agevolato i convogli della Juventus. Resta il fatto, insindacabile, che di Perin non si rammentano parate «vere», mentre Okoye è stato protagonista più volte: su Boga, su Cambiaso e persino su Miretti.
Il gol spacca-equilibrio, al 37’, ha suggellato il governo di Madama e premiato una mossa – Yildiz all’ala, Boga al centro – cruciale nel cuore dell’azione. Lancio «scavalcante» di Kelly, spalla-a-spalla tra Yildiz e Zarraga stravinto dal turco, assist in mezzo, tocco di Jérémie.
Non che il livello della notte abbia lambito vette himalayane, ma Zaniolo è un cavallo pazzo e Davis, un centravanti dalle ante generose che ha trovato in Bremer un arcigno secondino. Fra i suoi scalpi, l’Udinese vanta l’Inter (a San Siro, addirittura), il Napoli e la Roma. Il rendimento costeggia le montagne russe. La Vecchia l’ha presa molto sul serio, e il raddoppio di Conceiçao, imbeccato da Yildiz, migliore per distacco, ne avrebbe gratificato l’approccio e la gestione, in pericolo solo per episodi (Atta, Ekkelenkamp, qualche bolgia agli sgoccioli), se un fuorigioco di Koop non avesse «partorito», al Var, una interferenza oggettivamente capziosa. Vuolsi così colà eccetera.
Già al terzo squillo, dopo Roma e Pisa, Boga sembrava un due di coppe: sta diventando un jolly dal dribbling facile come il whisky cantato da Fred Buscaglione. Si scorge, dall’alto, un panorama meno anchilosato, meno aggrappato al «particulare». Qui dove la pelata luccica, il vento tira sempre forte, ma l’Abatone ci ha preso gusto.
** Inter-Atalanta 1-1 (Pio Esposito, Krstovic). La «Bastonata» euforica al povero Kalulu; il mani-comio di Ricci nel derby (per (Ta)Rocchi non punibile); la spintarella di Sulemana a Dumfries a monte del pari di Krstovic e il giallo-più-rosso al Reverendo; il contatto tra Scalvini e Frattesi in area (al limite del limite: quanti ne hanno dati, in base al principio del «chi arriva prima», e il panchinaro interista prima era arrivato, così mi è parso). Cime tempestose, per la Lepre marzolina. Ma sempre cime, beata lei. Partita attorcigliata, con Carnesecchi che «spinge» il sinistro di Pio e l’Inter che controlla in scioltezza. Sino, almeno, ai cambi. Palladino li azzecca (Ederson, Sulemana e Krstovic al posto di un paesaggistico Scamacca), Chivu meno. Ederson, in particolare. Senza trascurare gli episodi (trascurare?): il riscatto di Carnesecchi su un ondivago Thuram (sarebbe stato il 2-0); la mira di Dumfries (gran rientro, comunque), l’uscita di Dimarco; il Manganiello di un «british» intraducibile per il loggione di San Siro.
** Napoli-Lecce 2-1 (Siebert, Højlund, Politano). Per metà in pantofole, i campioni, e per l’altra metà a speroni ruggenti. Di Francesco si arrende, con estrema dignità, alla rosa di Conte, agli ingressi di McTominay e De Bruyne, alla frusta mancina di Politano. All’89’, Banda crolla a terra. Panico, barella, ambulanza. Un malore. Auguri, di cuore.
La memoria per ora non mi inganna, ma magari per sintetizzare ho estremizzato alcune sue opinioni dell epoca, nel caso le chiedo scusa, non sono queste le situazioni nelle quali lei fa brutta figura. Di sicuro lei era favorevolissimo all introduzione del Var, mentre io ed altri molto scettici perché immaginavamo che si sarebbero create queste situazioni e relative polemiche ancor più in Italia dove la dietrologia e’ pane quotidiano sulla quale commentatori ci sguazzano, invece di rintuzzarla come sarebbe loro dovere “educativo”. Ma non solo i commentatori, pure gli addetti ai lavori, a partire dai dirigenti, passando dagli allenatori.
La mia linea del Piave è sempre quella, non un cm in meno dell evidenza dell errore in Irlanda Francia, tutto il resto o oggettivo (fuori, dentro) o a chiamata
Sig Beck buonasera
Premetto che nessno dei portieri di questa generazione e’lntanamente paragonabile a buffon casillas schmeical o neuer.
Stiamo assistendo ad una crisi di talenti anche solo di medio livello o qualcosa nel gioco e’cambiato per cui i portieri sembrano piu scarsi di quel che sono?
Grazie
Gentile Riccardo Ric, buon giorno. Per la verità, non ricordo di essere stato così apocalittico. O meglio, a estrapolare un testo dal contesto, si rischia di far fare brutta figura all’autore, certo, ma si rischia – anche – di «fare» brutta figura. In un altro Nosocomio, un mese fa scrissi un trattato su «I ragazzi della Via Var».
Venendo a lei:
1) Accorpiamo, per semplicità, la Goal Line al Var tout court.
2) In alcuni casi, il Var RISOLVE: gol-fantasma, palla appena fuori o appena dentro l’area, per il discrimine tra rigori e punizioni; calci d’angolo; insomma, per fatti geografici tipo tennis (in o out); fuorigioco al capezzolo o all’alluce (credo quia absurdum). Nella maggior parte dei casi, viceversa, DECIDE. Non è la stessa cosa.
3) Come è stato scritto, negli episodi al limite l’ultima parola – allo schermo e in campo – spetta all’uomo. Con le sue diottrie, con le sue conoscenze, con il suo stato d’animo.
4) Il regolamento è stato troppo ingolfato di interpretazioni: sarebbe come se una pattuglia tecnologica, a parità di «reato», in un vicolo del Bronx – dopo una rissa – usasse il manganello e in un altro la colt.
5) Lo sa: per i contatti corporei – tipo Frattesi-Scalvini – si vada al Var, ci mancherebbe, ma niente replay. Velocità normale: sempre e comunque. Il rallentatore (o, peggio ancora, il fermo immagine) trasforma una pedata in una pedatona. A prescindere.
6) In epoca Var, tutti accentuano. Da Bastoni a Vergara e, in passato, da Cuadrado a Mertens, eccetera. Le rivoluzioni costano «vittime», e in Italia vorremmo farle senza sporcarci nemmeno il bavero dell’impermeabile.
7) Fuorigioco di posizione, tipo Koop a Udine. Siamo sempre lì. Campa cavillo. L’interpretazione. In passato, gol valido di Bonucci in Juventus-Rona 3-2 nonostante la posizione di Vidal. Oggi, gol di Conceiçao annullato. Si era nell’area piccola e, quindi, chi ha giocato al calcio sa che è difficile che un «attaccante», così vicino, non possa disturbare il portiere. Ma poi in un Lazio-Roma 3-0 convalidarono un gol di Luis Alberto con Caiçedo «incollato» o quasi al portiere romanista, con tanto di saltello (alla Koop), senza che la quaterna e il Var facessero una piega. Trovate il filmato su YouTube. Da allora, si è navigato a vista. La protesta (o non protesta) dei rivali resta un elemento significativo ma non assoluto, ufficiale. E se io, portiere, avessi scommesso sulla sconfitta della mia squadra? Non è il caso di Udinese-Juventus, dal momento che il «nessuno fiati» mi è sembrato genuino.
8) In Premier va un po’ meglio, in Spagna è una locura, in Francia e in Germania Paris e Bayern sono così forti che ogni processione alla tv ricorda i picnic dei boy scout.
9) Certo, non è più il calcio del Novecento. Ripeto: alla caccia di una punizione, di un rosso, di un rigore, il Var ha moltiplicato i tuffi, gli svenimenti, eccetera. Ho rivisto per diletto partite dell’Inter, del Milan, della Juventus del secolo scorso. O comunque fino all’introduzione del Var (2017-2018). Si saltava, si sbracciava, si atterrava smoccolanti, magari con qualche goccia di sangue, ma senza ammuine così clamorose. Magari avrò beccato le uniche partite machiste. Non lo so.
Grazie per lo spunto.
Il city da quando ha Guardiola in panca ha SEMPRE piu possesso palla rispetto all’avversario.
Since joining Manchester City in 2016, Pep Guardiola has won 18 major trophies, establishing a period of unprecedented dominance in English football. His haul includes 6 Premier League titles (including four consecutive wins from 2021–2024), 2 FA Cups, 4 League Cups, 3 Community Shields, the 2022–23 Champions League, 1 UEFA Super Cup, and 1 FIFA Club World Cup.
Non male per un dato irrilevante……ah ah ah ah ah ah!
Che poi mica servono i dati.basta avere un cervello normodotato.
Nel calcio bisogna fare golaltrimenti e’impossibile vincere.
Per fare gol bisogna avere il pallone tra ipiedi anche solo per causare un autogol dell’avversario.
E’meglio avere il pallone il 60% delle volte oil 40%?
In premier capita il 93% delle volte.
Dato non rilevante per chi non e’in grado di rilevare.
Eeeh le direttive di Rocchi generalmente vengono fuori DOPO un episodio arbitrale avverso nei nostri confronti. Per puro caso ovviamente, sempre con noi e sempre dopo episodi avversi. E, sempre per caso, si tratta di articoli in esistenti ma casualmente oggetto di interpretazione in una certa direzione.
Chiunque sappia un po’ di matematica e statistica può tirare le sue conclusioni sulla buona fede…
La rilevanza consiste in cosa ci fai della palla quando c’è L hai e cosa permetti di fare agli avversari quando non ce l hai.
Vero a volte vince la squadra con più possesso palla. Capita, cioè e’ un dato poco rilevante
Il problema non e’il Var.
Il problema e’chi lo utilizza.
Chi riguarda il gol di conceicao e richiama l’abitro e’incompetente o in malafede.
L’arbitro,di ROMA,e’a sua volta incompetente o in malafede.