Il 38° parallelo. E il sorpassino

Roberto Beccantini6 April 2026Pubblicato in Per sport

Casuale è il gol di Bremer, con Colombo che perde una scarpa (sic), non il resto. Almeno per 48 minuti, la Juventus asfalta un Genoa in versione «Vacanze romane» (quante gliene scrissero, i miei lettori, la sera del ritorno di De Rossi all’Olimpico). Neppure David, titolare a sorpresa, riesce a sporcare la trama. Il raddoppio è un inno al contropiede: Cambiaso-McKennie-Conceiçao-McKennie. Non lo avrei soprannominato «Casinò Texas» se non sapessi cosa può uscire dalla sua roulette: nel dettaglio, un’entrataccia su Vásquez (diffidato, ciao Bergamo) e il tris divorato al 43’, da un’idea di Yildiz, e al 47’, da una sponda di Thuram.

Ecco: il palo di David ha fissato una sorta di 38° parallelo. «Quandoque bonus dormitat Pep»: figuriamoci, dunque, la squadra dello Spallettone. E’ persino umano. Ma può diventare un problema, se a un avversario fin lì prono e moscio lasci un filo di gas. L’ingresso di Baldanzi funge da miccia. Il rigore varista che Di Gregorio para due volte a Martin, il fiammifero che avrebbe potuto dar fuoco alla riffa degli episodi. Of Gregory, sì: sostituto di Perin (polpaccio), suo sostituto dopo le magre con Inter e Como. Il destino mescola le carte: poi tocca a noi giocarci. Già.

Al netto dei cambi, la flessione di Madama (penso a Yildiz e al Portoghesino, champagne per un tempo) è stata verticale. Un 4-0 in canna, rimasto 2-0, che poteva diventare addirittura un 2 pari. Occhio, hombre de Certaldo.

** Udinese-Como 0-0. Pranzo avaro, in Friuli. E per Runjaic, nel suo piccolo, un’impresa: veniva, Cesc, da cinque vittorie. Il pari rispecchia i primi caldi e un pressing «gegen» pressing che ha ingolfato la tonnara del centrocampo.

** Lecce-Atalanta 0-3 (Scalvini, Krstovic, Raspadori). Un po’ di «ammuina» salentina e poi Dea a senso unico o quasi. Lo squillo più bello è il primo, di Scalvini: arresto, dribbling e tiro. Da centravanti, non da stopper.

** Napoli-Milan 1-0 (Politano). Cronaca, non storia. Mica c’erano Diego e gli olandesi. Vado a memoria: un’occasione di Pavlovic, una di Spinazzola, un bel tuffo di Maignan su lecca di Giovane e una montagna di mischie. Per metà gara, equilibrio soffuso. Per l’altra metà, più Ciuccio che Diavolo. Mancava, a Conte, un «certo» Højlund. L’ha risolta il coraggio dei cambi: Alisson Santos, Politano, autore del drop di sinistro che ha spaccato la notte. Allegri? 44% di possesso, 7 tiri a 10 e 63 punti, quanti – in 38 giornate – ne avevano collezionati Fonseca e Conceiçao senior. Li ruota tutti, gli attaccanti: Nkunku e Füllkrug dall’inizio, poi Gimenez, Pulisic e Leao (Leao chi?): molto fumo, pochissimo arrosto. Tirando le somme: più Tremendista che Feticista. Di corto muso (ops). Quinto successo di fila, i campioni. E sorpassino in classifica: Inter 72, Napoli 65, Milan 63. Ne mancano sette. Chi va «Appiano» va eccetera eccetera.

55 Commenti

Lascia un commento