Alla Neuerdeliri

Roberto Beccantini15 April 2026Pubblicato in Per sport

Robe di questo mondo: di «questo», per fortuna. Bayern-Real 4-3 dopo il 2-1 del Bernabeu. Dunque: crucchi in semifinale, blancos «afuera». Dobbiamo ai portieri se la partita è diventata un vulcano. Erroraccio di Neuer, l’eroe dell’andata, e pennello mancino di Arda Güler. Capocciata di Pavlovic, su corner, con Lunin, il vice Courtois, sposato al gesso della linea.

Fuoco alle polveri. Ancora Arda Güler, su punizione (generosa) e ancora Neuer in ritardo (si riscatterà su Mbappé). Upamecano titilla il destro di Kane (al 50° gol stagionale). Poi, contropiede in scioltezza, da Vinicius a Mbappé, allez: 40°. Il tabellino esonda. La cronaca straripa. Gesti di squisita beltà ed errori di inaudita comicità. Con le difese sull’orlo di una crisi di nervi: il Bayern, per supponenza; il Real, per indigenza.

Attacca al passo, la squadra di Kompany. Mordono come serpenti, gli opliti di Arbeloa. Per esempio: Vinicius scheggia la traversa e si divora un paio di sontuose occasioni; Mbappé flirta con la rete che, probabilmente, avrebbe chiuso il contenzioso. Lunin, lui, sventa su Kimmich e Olise.

L’avanzata in massa dei tedeschi, il catenaccio degli avversari attorno a Militao e Rudiger. E’ la trama di un film che molti di noi hanno visto e rivisto. Sino al minuto chiave: l’87’, sul 2-3. Camavinga aveva sostituito Brahim Diaz. Già ammonito, commette un fallo e, sciocchino, si porta via il pallone. L’arbitro (veni, vidi, Vincic), esageratone, estrae il secondo giallo. Espulso. Per il Bayern, una flebo di benzina: Luis Diaz, fin lì fumo di Baviera, timbra l’aggancio; Olise, con un arcobaleno da applausi, il sorpasso. Addirittura.

Finisce con il Real che dà la caccia all’arbitro. Proprio così: con il Real che dà la caccia all’arbitro (e non con l’arbitro che gli si inchina). «Senza contraddizione non c’è vita», salmodiava Mao Tse Tung. Però mi mancava.

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