In attesa di diradare le nebbie di Roccopoli, a vent’anni da Calciopoli, e dopo il 2-2 «amistoso» fra Torino e Inter, la partitissima di San Siro, poco poco «issima», ha sviluppato una trama che solo la ribellione degli episodi avrebbe potuto buttare giù dal letto.
Zero a zero, come all’andata. Là, Tudor versus Allegri: gran parata di Maignan su Gatti e rigore di Pulisic calciato nell’alto dei cieli; qua Allegri versus Spalletti: tiro di Rabiot murato da Di Gregorio, un altro di Conceiçao «pettato» dal portiere, la traversa di Saelemekers e il resto, tutto il resto, una brodaglia da refettorio di certi collegi dall’atmosfera gotica.
Ritmi blandi, squadre bloccate, sprazzi avari. Il Milan del Feticista, con Leao più a sinistra e Pulisic più a destra, aspettava che fossero i «turisti» ad avvicinarsi al pullman. Che, va detto, ogni tanto si muoveva a ruota di pavone (come nel caso del «legno»). Il possesso palla degli spallettiani – 54% a 46% – si esauriva in un attorcigliato torello da sbadigli. Sia con il Portoghesino, il migliore, sia con Yildiz alla fine. Un cozzo aereo con Locatelli toglieva di mezzo la bussola del Diavolo, quel Modric senza il quale, avvicendati Pulisic e Leao, la squadra si chiudeva al limite del proprio fortino.
E’ dura senza centravanti, chiunque «finga» di giocarci. Paura e rispetto, andando a braccetto, preferivano non disturbare il coraggio. Tomori, Gabbia e Pavlovic da una parte, Kalulu, Bremer e Kelly dall’altra vivevano di rendita sullo scalpiccio di Tartari lontani. I dribbling di Boga non erano fiammiferi: erano mozziconi.
Morale: aria di Armistiziopoli, per dirla con il lessico di moda. In tribuna c’era Gullit: cervo che esce di foresta. Difficile che, ai suoi tempi, si russasse in curva.
Spero che nessuno della Clinica abbia avuto l’insana idea di andare ieri a San Siro.
purtroppo non é nella nostra cultura, ma ieri entrambe le tifoserie a fine partita avrebbero dovuto fare una “lenzuolata” di protesta, anzi al 70esimo sarebbe stato fantastico fossero usciti tutti dallo stadio.
le due più grandi e gloriose squadre italiane hanno fatto 2 partite tra andata e ritorno oscene, se non dovessimo andare in champion’s (ancora é parecchio dura) sarà più per la partita vigliacca giocata ieri che non per i punti persi con Lecce,Sassuolo e Cagliari.
Il casaro labronico (auto cit) non mi manca per niente.
Concordo al 100%.
Se vuoi vincere devi rischiare di perdere e ieri abbiamo regalato un punto ad una squadra vigliacca ad immagine del suo allenatore.
Spalletti in questo nel post partita e’stato onesto.
Poi mi e’piaciuto Billy:”Max possiamo dire che il risultato che hai ottenuto dalle tue punte sia un fallimento”?
Il cialtrone impallidisce e inizia a bofonchiare mangiandosi le parole e tentando di portare il discorso altrove.a quel punto speravo lo incalzassero ma Billy quasi si scusa con un sorriso e finisce li.
Quanto mi manca Adani.
Poche storie: partita preparata male e giocata peggio Sprecata l’occasione per chiudere la pratica CL e per mandare il cialtrone al 5 posto Peggio che col Sassuolo e col Lecce Li, almeno, avevi giocato Filosofeggi di meno il pelato e si curi la diarrea
L’impressione avuta alla fine del primo tempo è quella finale: troppa paura di perderla, a Milano si può pareggiare(se non invertono le espulsioni naturalmente) ma l’atteggiamento della squadra non mi e proprio andato giù. Il primo non prenderle doveva rimanere il motto degli avversari.
Che, a proposito, hanno confermato tutta la bruttezza di cui abbiamo goduto negli anni della seconda era cialtronica.
Azz il coglione uno(roditore)ha pure un nome e cognome:Diego Cei,imparentato con qualcuno in vaticano!De Pasquale,a quanto leggo,ti conosce molto bene,vecchio comunista!
Mi è parsa una partita tra due squadre di Allegri, tanta la noia, la pochezza e la prevedibilità.
Fate pettare, praticamente…
A me questo centrocampo a due piace poco e ci porta sempre in inferiorità, poi ovvio Texas che va un po ovunque, però bohhh…forse qualcosina in più si poteva fare , vero pure che loro non hanno mai datò l’impressione di volersi andare a prendere i tre punti , perciò alla fine è prevalsa la tattica e la paura , perché da qui in poi ogni punto pesa come un macigno e noi ne abbiamo persi già tanti . Diciamo che oggi abbiamo stabilizzato il vantaggio, ma la strada è ancora lunga e difficile
Tutto rimane ancora aperto….
Come le natiche di Bilbao-Diego Cei…