Con i gol di Marcus Thuram e Henrikh Mkhitaryan al Parma, e sulle note del nuovo inno della Serie A, «We will Rocchi you», l’Internazionale Football Club di Milano si è laureata regina d’Italia. E’ il ventunesimo scudetto, il terzo in sei stagioni. La firma in calce ai pruriti partenopei e al Novennio gobbo. Il «triplete» di allenatori – Antonio Conte, Simone Inzaghi, Cristian Chivu – conferma il fiuto di Beppe Marotta, il grande tessitore. All’epoca sabauda, bullizzato dagli «anti»; oggi, esecrato dagli ex. Sic transit coerenza mundi.
Nella mia griglia estiva, l’Inter figurava in prima fila con il Napoli (in pole, perché campione uscente), davanti al Milan e alla Juventus. Le perplessità più concrete gravavano sul «balzo» del tecnico – dalla placida Parma alla tentacolare metropoli – e sulla reazione al crollo primaverile, in campionato e in Champions, che il 5-0 del Paris aveva innalzato a sinistra metafora.
Invece no. A parte alcune omelie fin troppo «aziendaliste», il Reverendo romeno si è rivelato all’altezza. Se Simone tutto aveva perso per non essersi accontentato, Cristian ha vinto, in patria, per essersi accontentato. Poi, è chiaro, il tifoso sguazza tra i calendari «asimmetrici» (una stagione fa: 59 gare l’Inter, 41 il Napoli), gli infortuni (con l’accanimento terapeutico del «Feroce salentino» ad alimentare dibattiti), le moviole.
E’ un titolo che l’Inter ha strappato di puro attacco (miglior reparto: 82 reti); miglior cannoniere: Lautaro Martinez, 16); con il rilancio di Piotr Zielinski; con l’apporto di riserve cruciali (specialmente al fronte), da Ange-Yoan Bonny a Pio Esposito, scovato durante quel Mondiale americano sulla cui Infantile necessità avevo scritto peste e corna.
E’ curioso, ma fa parte delle piroette del pallone, che i neo-campioni abbiano sofferto le sfide con le pari grado o sedicenti tali (1-3 e 2-2 Napoli; 0-1 e 0-1 Milan; 3-4 e 3-2 Juventus), salvo scolpire la differenza facendo strame delle Medio-piccole, a cominciare dal mirabolante Como. Questo aiuta a spiegare la traversata in Europa, annunciata da comodi approdi e naufragata sull’iceberg del Bodø/Glimt.
Come partita chiave scelgo il 3-2 a Madama del 14 febbraio, con il caso Alessandro Bastoni-Pierre Kalulu che, per una sera, rovesciò convenzioni e convenienze. Come simbolo, viceversa, cito Federico Dimarco. Diciotto assist e un sinistro che canta (e incanta). Palla al piede, uno dei più forti terzini in circolazione; palla agli altri, da correggere e integrare.
In barba agli acciacchi, Lautaro Martinez è stato capitano e leader; di Denzel Dumfries si dissertava soprattutto quando mancava, segno che la critica-tartaruga ha i suoi tempi ma prima o poi ci arriva. E’ stato bravo, Chivu, a non sabotare l’impianto di mister Spiaze, eguagliando, in questo, l’incipit sabaudo del Feticista. E aggiungendovi, di suo, piccoli lacerti: più aggressività ; più libertà a Hakan Çalhanoglu.
L’epilogo di Coppa Italia, in programma il 13 maggio all’Olimpico di Roma con la Lazio, potrebbe garantire una doppietta che solo i trombati trascurano, al di là del fatto che un’altra squadra, «senza allenatore», la realizzò per ben quattro volte di fila. In estate, la dirigenza aveva cercato a ogni costo Ademola Lookman, per spalancare l’arsenale all’arma del dribbling, celebrato in pompa magna dal 5-4 di Paris-Bayern. Nonostante la brusca virata e l’età media alticcia, l’Inter ha saputo adeguarsi e riproporsi. Quattordici vittorie da derby a derby: ecco qua il martello che ha spezzato e poi piegato la concorrenza.
Dai padroni Usa parsimoniosi, e i mercati all’osso, è stata la più saporita di un desco insipido, con la Nazionale agli arresti domiciliari, zero semifinaliste nelle coppe e un sistema arbitrale allo sbando. Chi non la invidia alzi la mano.
Ho fatto un paio di calcoli della serva e direi che anche qualificandoci per la CL i soci dovranno (magari a spizzichi e mozzichi) mettere almeno altri 100 milioni per ripianare le perdite portando gli aumenti di capitale post Ronadlo ad 1,1 Mrd. Il prossimo anno mancheranno gli introiti del Mondiale per club ed é lecito non aspettarsi un cammino molto migliore di quello di quest anno (massimo un turno in piu) e dal punto di vista dei costi solo con Vlahovic (compensato in parte dall aumento di Yildiz) si puo pensare di risparmiare qualcosa : facit chiuderemo operativamente in perdita e per chiudere il buco resta solo il player trading ma i soldi che speravano di incassare da Nico Gonzales, Douglas Luiz non arriveranno ibidem per Openda o Koopmeiers o almeno non nella quantita sperata…..insomma o mettono mano al portafoglio (si sono fermati a 998 ..penso fosse una soglia psicologica) o bisognera vendere Yildiz…. Per ricapitolare a futura memoria come si é riusciti a distruggere una macchina da soldi in pochi anni :
1. Il Costo Totale dell’Operazione Ronaldo (2018-2021)
L’operazione CR7 non è stata solo il cartellino, ma un impegno triennale devastante per le casse bianconere:
• Acquisto: 115,7 milioni € (pagati al Real Madrid + oneri accessori).
• Stipendi Lordi: Circa 60 milioni € l’anno per 3 stagioni = 180 milioni €.
• Cessione: Venduto al Manchester United per 15 milioni € (più 8 di bonus), generando una minusvalenza di 14 milioni € nel bilancio 2021, poiché il suo valore residuo era di circa 29 milioni.
• COSTO TOTALE: ~280 milioni di euro (al netto della cessione).
2. Quanto ha portato Ronaldo? (Il “sogno” pre-Covid)
Prima che il mondo si fermasse, l’effetto Ronaldo sui ricavi era visibile, ma non sufficiente a coprire i suoi costi:
• Stagione 2018/19: I ricavi totali balzarono da 400 a 464 milioni € (+64 mln). La crescita fu spinta dal commerciale e dalla vendita di prodotti (magliette), passata da 16 a 44 milioni €.
• I semestre 2019/20: La Juve registrò ricavi per 322 milioni € (un record semestrale), con un incremento dei ricavi da sponsor (Adidas passò da 23 a 51 mln e Jeep aumentò il contributo).
• Il problema: Nonostante i ricavi extra di circa 60-70 mln annui, i costi (stipendio + ammortamento cartellino) erano di circa 94 mln annui. Ronaldo, da solo, scavava un buco di 25-30 milioni l’anno che la Juve sperava di colmare con i premi della Champions (mai vinta).
3. La tempesta perfetta: Covid ed Esclusione dalle Coppe
Se Ronaldo è stato il rischio, questi due eventi sono stati il colpo di grazia:
• Il COVID (2020-2022): La stima ufficiale delle perdite causate dalla pandemia tra mancati incassi da stadio, svalutazioni e costi fissi è di circa 320 milioni di euro. È qui che la Juve ha dovuto chiedere i primi 700 milioni di aumento di capitale.
• Esclusione dalle Coppe (2023/24): L’esclusione UEFA post-caso plusvalenze non è costata solo i 10-20 milioni di multa, ma soprattutto i mancati ricavi della Champions League (quantificabili in circa 80-90 milioni € tra premi, botteghino e market pool).
Riepilogo: Il “Buco” che ha mangiato il Miliardo
Se sommiamo le voci principali, capiamo dove sono finiti i soldi dei soci:
• Operazione Ronaldo (disavanzo costi/ricavi): ~80 mln
• Impatto COVID: ~320 mln
• Mancata Champions 23/24: ~90 mln
• Oneri Finanziari (interessi sul debito accumulato): ~150 mln (stima 2019-2026)
Totale: ~640 milioni di euro di perdite “strutturali” dirette.
Il resto del miliardo (circa 360 milioni) è servito a finanziare le campagne acquisti sbagliate (da Arthur in poi) e a mantenere un monte ingaggi che, fino al 2024, era totalmente fuori mercato per la Serie A.
…o magari prendo solamente per il culo…hihihihi.
Gli insulti a Itala Bocchino sono dovuti ed un cult.
Adesso devo sentirmi in colpa del fatto che un pessimo padre ha modellato una pessima figlia?
Non preoccuparti finto gobbo, che il prossimo anno te lo ricordo io che il 5 maggio è la festa di NOI juventini.
Così può buttare giù qualche banalità .
Intanto tu e tua figlia continuate a battere strade alternative contornate di viole.
Beck una curiosità , quanto è la tariffa ? Lei quanto paga? Tipo 100 euro per un insulto semplice ? (Demente, mentecatto, idiota ecc) 150 euro per insulto rafforzato? (Mafioso pedofilo ecc ecc) E 200 euro per insulti a familiari preferibilmente femmine?…Chiedo perché sa…di questi tempi,,,,intendesse assoldarmi…potrei farci un pensierino….
Alex
Gunners sicuramente superiori ai materassai, che non ti fanno giocare bene.
Però…boh, mi aspettavo di più. Non so…
Scritto da Causio il 5 May 2026 alle ore 23:04
L’arsenal spinge da agosto e lo fa in un campionato dove ogni partita e’una guerra atletica,tattica e tecnica.
L’Atletico aveva gia’ avuto la dea bendata dalla sua contro il barca anche con un paio di decisioni arbitrali favorevoli.
Psg e Bayern si allenano tutto l’anno per arrivare in questo momento della stagione armate fino ai denti e comunque hanno due allenatori che vedono il calcio in maniera identica e cioe’fare catenaccio nella trequarti altrui e creare occasioni da gol a raffica per segnarne il piu possibile.
L’arsenal ha una filosofia simile ma il logorio dei suoi tre tornei domestici impone dei momenti di cslcio meno gun-ho.
Simeone a parte gli altri tre sono discepoli di Pep che gia’aveva scelto Flick e adesso ha scelto Kompany per il Bayern,con risuktati discreti,direi.
Ecco si, gli insulti a mia figlia direi appropriati ed assolutamente in contesto, ma capisco che ancora non ti eri guadagnato la paghetta di Beck,,,,,
Domani spero vinca il PSG, perché Kompany è nella mia personale lista nera, mentre LE ne è uscito….anxje se…sul 5 a 2…ma non è certo colpa sua se Pacho e Marquinhos incappano in una sera taccia…..e poi in finale la simpatia per l Arsenal e’ datata dai tempi di febbre a 90…ma nei confronti del PSg provo riconoscenza…quintuplicata……
EC: Testa-coda