Le tiene in vita tutte, la Juventus. Anche il Lecce. E’ questo uno dei suoi limiti. Non credo che sia colpa di Spalletti: magari lo fosse. Inimmaginabile che dica ai suoi di prendere un caffè o di finire in fuorigioco nei momenti topici.
In chiave Champions, il pari con il Verona rendeva cruciale la trasferta nel Salento. Quindici secondi e gran gol di Vlahovic, un centravanti che segna da centravanti: alla Continassa, quasi un Gronchi Rosa. A seguire: un miracolo di Di Gregorio su Cheddira, smarcato da Banda; il palo di Conceiçao; una «Falconata» sul serbo e, già al 20’, al rock subentra il liscio. Con Madama a cassetta e i rivali a ronzarle attorno. C’è Koop e non Thuram; c’è Vlahovic che spreca il bis, dal limite. C’è una partita. Finirà 0-1.
Manca la ferocia di liquidare la pratica. Manca, perché la squadra un certo calcio lo sa esprimere a certi ritmi, non oltre. Di Francesco, lui, deve attaccare, o almeno provarci, con il peggior attacco del campionato. Banda è il più frizzante. Sa, il Lecce, di avere una spada sul collo: ma il «boia» non la cala.
McKennie è molto dentro, Conceiçao e Yildiz molto esterni (il turco, fin troppo), in attesa che da un loro dribbling sgorghi un’azione all’altezza delle esigenze. Vlahovic si divora un’altra pera (ma è un nove, parbleu!), e saranno i suoi offside a cancellare, via Var, il bis e la rete di Kalulu. La superiorità territoriale della Vecchia assai di rado diventa tirannia, se non nei dispacci legaioli.
Poi ci sono gli errori tecnici: un sacco e una sporta. Poi ci sono i cambi: Holm per Vlahovic, uhm. Cambia pure Difra, e N’dri sfiora un aggancio che avrebbe sabotato la trama, non però le selvagge leggi del West. Boga e Zhegrova, e chi se no?, riportano Falcone ai fasti dell’andata. Chiude, «Luscianone», con tre centraloni: Kalulu, Bremer, Gatti. O risultato, mio risultato.
** Lazio-Inter 0-3 (Lautaro Martinez, Sucic, Mkhitaryan). La memoria batte dove Pedro duole. E allora, sbornia o non sbornia, amichevole o non amichevole, vade retro. Nessuno sconto, i campioni. Il capitano subito, Sucic dal limite, su tocco del Toro. Quindi l’armeno, dopo il rosso a Romagnoli e palla sradicata in pressing. Una sfilata. Alle idee di Sarri mancano i piedi che nutrì a Napoli. Mercoledì, ancora Lazio e ancora Inter. Finale di Coppa Italia. Chivu va per la doppietta, che a una squadra «senza allenatore» riuscì per ben quattro volte di fila.
Occhio al Milan.
Sta giocando senza allenatore ormai da due mesi con la squadra che visibilmente non crede più alle cazzate sì quello scemo.
De Rossi e’una persona seria mai dovesse passare in vantaggio il Genoa…..
Se invece segnassero prima i rossoneri magari i genoani potrebbero mollare perché non han più nulla da dire.
Last but not least:
Il Milan r’pieno di infortunati e la squadra atleticamente è allo sbando.
Scritto da Giovanni il 10 May 2026 alle ore 23:01
Giovanni, derby di Roma a parte noi siamo quelli col calendario peggiore: la Viola e i Bovini si giocano la stagione contro di noi come sempre, e arbitri e VAR avranno il microscopio pronto per trovare ogni appiglio possibile per danneggiarci, e probabilmente per spingere la Roma. Direi che dopo quanto visto tra ieri e oggi ma non solo, e quello che esce dall’inchiesta la faccenda sia ormai acclarata. Ieri per esempio hanno annullato tutto quello che hanno potuto e meno male che i leccesi non sono quasi mai entrati nella nostra area perché al minimo sfioramento avrebbero dato il rigore.
Non mi aspetto niente di diverso nelle ultime due gare e penso che bisognerà fare più di un gol in novanta minuti, e oltretutto farlo a prova di bomba, se vogliamo vincere.
Un amico milanista mi chiede se ho il numero di telefono di un pazzo in parcheggio.
Gli ho scritto di non preoccuparsi.il cialtrone a fine camponato si dimettera sicuramente…..ah no.
Il gesto tenniho migliore di tutta la partita è stata quella parata di Carnesecchi in uscita bassa a togliere il tempo a nkunku. Strepitosa
Giovanni, a 71 punti ci può arrivare e ci arriverà sicuramente il como. Ergo 3 punti non bastano anche se perde la roma
Gente tipo Comolli, o chi ha scelto il cialtrone dovrebbero andare a lavorare.
Ma questa e’ l’Italia,
Scritto da Luca G. il 10 May 2026 alle ore 22:57
Eh gia’.
Per un Cialtrone che perde (momentaneamente eh?) il terzo posto, viene raggiunto dagli scortati Casamonicas e si ritrova i comaschi vicino, dall’altra parte del Mediterraneo occidentale c’è un “cretino” che regola piuttosto il comodamente il Madrid e vince la Liga.