Una passeggiata. Senza offesa per i vincitori (che non vorrei si sentissero mutilati dei meriti) o per i vinti (che non vorrei si sentissero bollati di lassismo). Lazio zero Inter due: dopo il 21° scudetto, ecco la decima Coppa Italia. Doppietta: come Mou nel 2010 (fu triplete, addirittura); come la Juventus «senza allenatore» nel 2015, 2016, 2017 e 2018. Atteso al varco dai tribunali del web, perplessi dalle poche schegge di «parmigiano» che ne avevano accompagnato la gavetta sulla via di Appiano, Chivu suggella trionfalmente la sua prima stagione da aspirante stregone.
Di solito, le finali sono equilibrate: e se non equilibrate, almeno battagliate. Non questa. Troppo forti, gli uni. Troppo pavidi, gli altri. Obiezione dalla piccionaia: Sarri era in tribuna, squalificato. Vero. Ma sabato era al suo posto, in panca. E fu 0-3. Inutile nascondersi tra i cespugli del Covercianese: i campioni prendono possesso del ring sin dall’inzio e, seppure lentamente, cominciano a muovere torri e alfieri. Che poi i gol arrivino da pacchi-regalo, è un dettaglio che non commuove il tabellino. Se sul corner di Dimarco, al 14’, la zuccata di Thuram trova nella sponda di Marusic una elemosina decisiva, il bis di Lautaro, al 35’, appartiene alla ninna-nanna di Nuno Tavares e al pressing di Dumfries, autore dell’assist. Il Reverendo glielo aveva suggerito: attaccalo, attaccalo.
Il resto della notte è un falò da boy scout attorno al quale vegliano laziali un po’ meno imbranati (ma occasioni, una: di Dia, murato da Martinez), e interisti un po’ meno bulimici. Naturalmente, non cambia nulla. A Chivu bastava un’esibizione «normale», a Sarri serviva una partita «mai vista».
Linea, adesso, alla Lega, al Prefetto, al Tar per fissare ‘sti benedetti orari delle sfide Champions, ostaggi di un tennis le cui date erano note da una vita. Li mortacci loro.
Scritto da De pasquale il 14 May 2026 alle ore 09:14
Se non andremo in Champions sarà perché non avremo fatto sei punti contro Fiorentina e Torino, e quindi per demeriti nostri.
Del risultato del derby romano non me ne può fregare di meno.
E adesso,proni a 90 ad elemosinare un pareggio Della Lazio
Impazzire,Bilbao.
Muto e a cuccia.
E non dimentichi di slappare la fava di Cristian,suvvia.
Quanto segue, a differenza di molte cose che la malavita “acchitta”, non vanno in prescrizione…
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lurido pedofilo De Pash-quale?(dei tanti nick che usa) è un vecchio bavoso pervertito che, abusato dai genitori fin dalla più tenera età e prigioniero della sua strettissima apertura mentale (inversamente proporzionale a quella anale), non ha saputo fare di meglio che rivalersi su bimbi ed adolescenti delle giovanili dell’ndranghetese.
Che poi sia un maiale fascista e mafioso, che crede che la Zoccola (cit.) sia una statista, non può esserne che la naturale conseguenza.
Ndrangheta, fascismo e pedofilia…il vero triplete degli indaisti.
Tiro lo sciacquone ed invio il suddetto stronzone per fogna a destinazione, hihihihihihihi.
Alla fine del secondo set ho dovuto spegnere l’Ipad per garantirmi il minimo sindacale di ore di sonno…accendo stamattina il telefono e rimango a bocca aperta.
Assolutamente NIENTE faceva presagire un 6-0 al terzo, per come si era messa l’inerzia del match avevo pronosticato un 6-1 per Jodar.
I Vaciago boys dimostrano ancora una volta ( ma non c’era bisogno) di essere dei pezzi di merda.Ci fosse stara la loro squadra in finale ..
Scritto da Giovanni il 13 May 2026 alle ore 23:53
A leccare le chiappe della Lazio ora,suvvia,
Accattone calcistico.
E solo questo vi e’ rimasto…
Giovanni a fine secondo set non l’avrei mai detto!
Lusiano e’una belva.
Mi ha commosso!!!
Grande Lusiano!!!
Fighter IRRIDUCIBILE, in possesso di una “garra” spaventosa messa al servizio di un gioco comunque solidissimo condito , all’occorrenza, da deliziosi drop shot …schianta 6-0 al terzo set il 19enne “predestinato “ Rafa Jodar ed ora giocherà da leggermente sfavorito la semifinale contro un Casper Ruud che qui a Roma sembra aver riconquistato una versione di sé assai vicina al suo meglio dopo un inizio di stagione piuttosto deludente…ma di una cosa dobbiamo essere sicuri:Lusiano se la giocherà alla morte fino all’ultima palla coltivando, lui e noi, il sogno di una finale tutta italiana!!