A celle e strisce

Roberto Beccantini10 June 2026Pubblicato in Per sport

Più Maga che mega, il primo Mondiale della storia a 48 squadre distribuito in tre «prigioni» (Canada, Messico, Stati Uniti), comincia domani in uno stadio, l’Azteca di Mexico-City, che per noi vorrà dire sempre, al netto dell’enfasi e dei petti siliconati d’orgoglio, Italiagermaniquattroatre. Era, per la cronaca, la notte magica (quella sì) del 17 giugno 1970.

Trump, dunque. E il suo cicisbeo, Infantino. Un lestofante invasore e un fante-lesto servitore. Che il secondo abbia insignito il primo del premio Fifa per la pace, la dice lunga su come va il mondo (e non solo «un» Mondiale).

Penso a Cannavaro controllato sino al midollo e sorrido a cosa (non) mi successe a un metal-detector di Pasadena, Olimpiade di Los Angeles 1984. Salito sul bus-stampa avevo trascurato il brusco trasloco dai più 30 all’ombra ai meno 10 dell’interno, e la pancia, permalosa, cominciò a brontolare. Tardi, troppo tardi, usai il pc come paltò. Niente. Un’ora di viaggio. E, all’arrivo, una corsa sfrenata verso il primo cesso disponibile. Naturalmente, oltre le barriere, i cani lupo, i soldati, eccetera. Nessun bagliore, nessuno sparo: non capirono e, nel dubbio, si astennero. Oggi, mi avrebbero crivellato.

Ecco. E’ la 23a. edizione: 12 a 10 per l’Europa. Regina uscente, l’Argentina di Messi. Mia favorita, la Francia del «tridentissimo» Olise-Mbappé-Dembélé. Occhio al Brasile di Carletto (Ancelotti), gran gestore di Chisciotte e Panza. E the italians? Agli arresti domiciliari per la terza volta consecutiva, dopo Russia 2018 e Qatar 2022. Bocciati, nell’ordine, da Svezia, Macedonia del Nord e Bosnia-Erzegovina. L’ultimo titolo risale al 2006. Ct, Lippi. E in campo: Buffon; Zambrotta, Cannavaro, Materazzi, Grosso; Camoranesi, Gattuso, Pirlo, Perotta; Totti, Toni. In panca, Del Piero e De Rossi. Chiudo qui che è meglio.

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