Dal carnevale a Carnevali

Roberto Beccantini11 June 2026Pubblicato in Senza categoria

Altro giro, altro regalo. Dal carnevale a Carnevali. La Juventus del Post-destinato John Elkann nulla si nega. Via Damien Comollì, il francese «con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così che hanno loro mentre guardano il pc». Tocca, dicitur, a Giovanni Carnevali, pezzo grosso del Sassuolo, quello che si scansava (7-0, 7-0, 5-0: ma per l’Inter).

Cristiano Giuntoli, Comollì. Bonjour tristesse. Monsieur Damien era in carica dal 4 giugno del 2025. Una trovata del Padrone. Sui sei giocatori scritturati – Jonathan David, Joao Mario, Loïs Openda, Edon Zhegrova, Emil Holm e Jérémie Boga – la pietas suggerisce di stendere un velo: Boga a parte. Stanlio (David, parametro zero: fiuuu) e Ollio (Openda, 44 milioni: mecojoni) sono entrati, di diritto, nel rovescio della storia.

Intendiamoci: l’Uefa marca stretti i bilanci di Madama, al netto della propaganda «live» delle edicole, ma si poteva fare meglio. Il solito, maledetto delirio di onnipotenza. Se non legato al Casato, custode, stavolta, di qualcuno e di qualcosa che avrebbero dovuto presidiare il confine tra intelligenza («e») artificiale. Ha vinto l’artificiale dell’algoritmo, l’apologia di beato, il Te Deum dei numeri che, se torturati abbastanza a lungo, «confesseranno qualsiasi cosa» (dalla massima di Gregg Easterbrook, giornalista e scrittore made in Usa).

Carnevali viene dalla provincia e Madama, per quanto si sia avvicinata alla provincia – come gioco, come piazzamenti – provincia non è ancora. Dall’archivio spunta una figlia, Camilla, che lavorò per la Vecchia con il ruolo di «Brand management junior specialist» (sticazzi). Tranquilli: ai tempi di Beppe Marotta.

Si sale sul Mondiale, si scende da Comollì. C’est la vie. La solita, peraltro. «Non bisogna appoggiarsi troppo ai princìpi, perché poi si piegano», ammoniva Leo Longanesi. Allons burdèl.

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