A Toronto, la Sant’Elena di Bobby Bettega, Canada e Bosnia-Erzegovina hanno firmato il primo pareggio del Mondiale obeso: 1-1. Si sapeva che non sarebbe stata una sfilata di moda. Il calcio di fine stagione è brullo, segnato da ambizioni che i serbatoi mezzo vuoti, seppur irrorati dalle pompe sovraniste, riducono al lumicino. Sempre che le idee dei piedi, e i piedi smossi dalle idee, non riescano a sconfiggere la mediocrità .
Per noi, non dico che fosse una partita speciale, mica sono matto, ma qualche detrito lo trascinava. La Bosnia, cioè la Nazionale che il 31 marzo, a Zenica, liquidò l’Italia di Gattuso ai rigori. Gente che non porge l’altra guancia, umile, diretta da un ct, Barbarez, che, conoscendone i limiti, chiede al bloque bajo di trasformarli in risorse. Ci si aspettava Dzeko. In panca, ferito. Al suo posto, Lukic: in gol, di testa, su corner di timbro inglese.
C’era poi, tra le giubbe rosse, Jonathan David. Titolarissimo, come dicevano nella Napoli di «C’era Guevara». Si temeva che Tudor e Spalletti non lo avessero capito. Ma sin dal primo stop, si è capito che lo avevano capito. Eccome. Un’occasione citofonata a Vasilj. Un’ora di sandalo al sole. Sino all’implacabile sostituzione: ironia della sorte, con un altro David (Promise, nomen omen).
I cambi offensivi di Marsch hanno decorato la rimonta, culminata nella zampata di Larin. Sia chiaro: tra pali e salvataggi sulla linea (almeno un paio), il Canada avrebbe strameritato di vincere. Ma anche di perdere, se Crepeau non si fosse immolato su un titubante Demirovic, quando ancora reggeva lo 0-1.
Ricapitolando: benino Koné e Muharemovic, così così Kolasinac e Buchanan. Ma in copertina, e non certo per accanimento terapeutico, resta David: il mestiere dell’ombra. Suggerisco, quale appello estremo, un viaggio a Lourdes. La sua, però: Lilla, 87 reti in 178 gare.
Secondo tempo molto meno spettacolare, il buon Carletto, dopo lo,spavento dello svantaggio e della china che stava prendendo la partita, ha ben capito che a concedere troppi spazi ai talentuosi calciatori marocchini poteva finire molto male. Difesa bloccatissima, ma poi ne Vinicius ne Rapinha si sono più accesi, Ed anche il Marocco ha ben gradito un pari. Sono le due migliori del girone, hanno saggiamente rimandato alle prossime partite per raccogliere punti. Buonanotte di quel che ne resta (c’è pure Alex Sandro, oltre a Bremer, tra i convocati brasileri)
Toh, chi si vede, Danilo Luiz da Silva, in arte, semplicemente come il calcio, Danilo