Dalla lotteria mondiale dei pesi massimi di Miami non sono usciti né Harry Kane né Erling Haaland. I biglietti vincenti, dopo l’arcobaleno di Schjelderup al 34’, li ha estratti Jude Bellingham. Tuttocampista moderno ed esiziale, se solo il fiato ne sorregge l’eclettismo delle funzioni e la vena delle intuizioni. La sua doppietta fissa il 2-1 dell’Inghilterra a una Norvegia mai doma, mai succube. Se non quando l’avversario la sballottava.
Dicevo di Kane e Haaland: niente «Rumble in the jungle» come a Kinshasa, nel 1974, tra Ali e Foreman. Muscoli randagi, ciccia vagante ai margini dei cozzi, stopper come braccialetti elettronici. Così, è stato «Bell» l’hombre del partido. Il pareggio, al 45’ e rotti, lo sigla da centravanti puro e tecnico, in scivolata, su tocco di Gordon. Il sorpasso lo riserva al 93’, e qui la storia adesca e seduce l’episodio.
Ricordate Nyland? Contro il Brasile aveva accompagnato e protetto la caccia del suo Attila parando tutto a tutti, compreso un rigore a Bruno Guimaraes. Stavolta, invece, è proprio lui, nei supplementari, a mascherarsi da Lammens e a trasformare il tiro di Cubarsì-Rogers nel tap-in di Merino-Bellingham. Sic transit. E’ la vita, è il calcio. E il mestiere del portiere, un’agonia.
L’ordalia rimbalza fra una traversa di Ajer, un gol annullato a Kane (fuorigioco) e uno a Heggem (spintona di Haaland). Tuchel e Solbakken si sono sfidati in un regime di mosse e scosse che hanno portato alla ribalta Bukayo Saka, Rogers e Spence, nonché i «soliti» Bobb e Nusa. Se la regia di Odegaard e Berg offriva spunti, l’uscita di Rice rallentava l’impeto dell’England.
Resta il mistero, alla fine, della panca di Haaland. Problemi fisici, voglio sperare. Quante ne aveva dette, in avvio, a quell’egoista di Sorloth. Vogare tutti insieme non sempre basta. Ma se i Leoni avanzano a criniera in fuori, i Vichinghi escono tra gli applausi. Almeno i miei.
Non ho visto niente di questi mondiali, ma una cosa, dati i risultati, mi sento di dire: potranno ammettere tutte le nazionali che vogliono, ma, Argentina e Brasile a parte, in fondo arriveranno sempre le solite 3-4 europee.
Ah, quanto alla Juve: dopo aver visto il Mondiale direi: No Sorloth, no Mateta. Openda non si sa. David, mmmmm…ma se guardiamo la statistiche della League 1, potrebbe valere la pena tenerlo e dargli una seconda chance (e pure una terza).
Ah gia’, ma l’uomo delle statistiche e’ stato mandato via, e la Juve non sa aspettare…
Meritavano le seminfinali, i Norvegesi, non demeritavano gli Inglesi.
La domanda ora e’: potra’ (l’Inghilterra) ed avrebbe potuto la Norvegia raggiungere la finale giocando contro l’Argentina?
Scommessa: 49%-51%
L’Argentina, sembra a tratti quella di Italia 90: difensivista ma raggiunse la finale, sempre all’ultimo, sempre dopo i tempi regolamentari. Solo che quella di Italia 90 era veramente quasi solo Diego e Goycoechea. Questa ha (sulla carta) tante risorse in piu’, oltre al genio Leo.
Bellingham polemico, ed un po’ “Italiano” (a volte bisogna vincere sporco). Pero’ do ragione a Tuchel. Si puo’ sempre migliorare.
Argentina – Inghilterra: 51% – 49%
Francia – Spagna: 51% – 49%
auguri a Spalletti che partirà col trio delle meraviglie Openda-David-Zhegrova
Sorloth un idiota,avrebbe potuto chiudere la partita in mezz’ora se solo avesse passato la palla ad Haaland.
mancano 2 giorni al raduno, mezza squadra da vendere e un solo acquisto che è una scommessa, fantastico
Decisivo gol di Lautuffaro…hihihi.