Quel volo di colombe; quella curva che, d’improvviso, cambiò padrone. Non un nero americano. No. Un bianco in occhiali scuri, nato a Torino, studente di chimica: Livio Berruti. E’ morto a 87 anni, indimenticabile.
L’Olimpiade di Roma, il 3 settembre 1960, il doppio record del mondo (20″5), la medaglia d’oro sui 200. Primo bipede europeo a strapparla ai marziani. «A volte basta un attimo per scordare una vita, ma a volte non basta una vita per scordare un attimo»: parole e musica di Jim Morrison.
Livio. Figlio unico, di famiglia benestante originaria di Stroppiana, nel vercellese, leggero e sottile. Adorava il tennis, all’atletica arrivò quasi per caso, spintovi dal professore di ginnastica Melchiorre Bracco. I 100 metri, però. Non i 200, sconsigliati da un medico che spinse il padre a scrivere in federazione: «E’ troppo gracile per quello sforzo».
Fortunatamente, non gli diedero retta. E così nacque una storia, un’impresa, una corsa che continuerà sempre. I Giochi di Roma furono splendidi, incastonati nell’Italia del boom e dei sogni. La sua curva resta ancora oggi materia di venerazione, facile da raccontare, difficile da spiegare nella sua bellezza, nella sua «esperienza erotica» (ipse dixit).
Il flirt ad usum paparazzi con Wilma Rudolph; il ritorno a Torino sulla 600 di Gian Paolo Ormezzano, con tanto di multa a Genova per eccesso di velocità (il colmo). La rivalità con Pietro Mennea, oro sui 200 a Mosca. «Platone contro Aristotele – ha raccontato Livio alla Gazzetta – Io pensavo solo a divertirmi e non ho mai monetizzato il mio impegno. Lui era ossessionato dall’etica del lavoro, ma anche dagli aspetti economici dello sport».
Abatino, per Gianni Brera, in volata su Gianni Rivera. Toccato dalla grazia, ce la fece toccare. Grazie, Livio.
Ekhator è italiano
( riprendo )
non è stato mai in discussione, anche ieri per pochissimo che significava la partitella con la Next Gen ne ha dato prova liberando di prima Cisco al goal , il vero e e decisivo interrogativo è: Douglas ha giocato finora partite di preparazione giocatesi praticamente tutte , o quasi, a ritmi bassi e compassati , sarà dunque capace di alzare i giri del motore aumentando velocità di corsa e mantenendosi altrettanto lucido? In altre parole tornerà ad assomigliare, almeno assomigliare, al DL che l’anno che l’abbiamo preso era stato indicato in Inghilterra quale “miglior centrocampista della Premier”?,
Alla voce “zavorre” , tante, che affliggono il nostro organico c’è forse, e dico e sottolineo “forse”, una novità in positivo: DL …il brasiliano ha un atteggiamento diverso rispetto a quello esibito nelle prime due stagioni con noi , e’ “partecipe” emotivamente e sembra seguire le indicazioni di Spalletti, il tocco di palla non è stato mai i
A 90,salernitano.
Anche quest’anno fara’ incetta di banane,sgorbio.
Scritto da De pasquale il 17 August 2026 alle ore 22:51
romero
nico paz
palestra
kalahili…….
e uno stones integro come il tuo culo
che Coglione….hihihiihi
Scritto da Superciuk il 17 August 2026 alle ore 13:51
A pecora,da bravo.
Scritto da Andreas moeller il 17 August 2026 alle ore 15:42
Grande campagna acquisti,sfigatone,ihihih
Scritto da Fabrizio il 17 August 2026 alle ore 21:40
Contento gaggiolino,nevero?
Le hanno preso il portiere che voleva,ihihih
Adesso L unica cosa importante è vincere a Frosinone,,,,tutto il resto è….
Va bene così e se Milik tornasse ad essere un calciatore va benissimo così e se DL imparasse il mestiere di centrocampista sarebbe de luxe….quasi