Con il Como aveva sofferto persino il Napoli dello Juventin fuggiasco, figuriamoci il Napoli «senza allenatore». Fa caldo, al Maradona, e il titic-titoc delle sartine di Cesc fa venire i nervi ai dirimpettai. ‘O Napule è costretto al ruolo, ingrato, di tergicristallo. Sino al sinistro di Baturina, un giovanotto che non dà riferimenti e, per questo, non ne ha mai uno addosso.
Il popolo fiuta il pericolo; McTominay è la statua di sé stesso; Lobotka non sa a chi cavolo darla; Lang, almeno lui, dribbla e fa un po’ di casino. Il gran numero di Hojlund fissa un pareggio che appartiene più al singolo che all’orchestra, al netto di un paio di occasioni create e sprecate.
Quando l’aggressione dall’alto si scontra con la costruzione dal basso, molto può succedere. E difatti succede. E’ il 35’: Anguissa (quantum mutatus ab illo) serve molle Rrahmani, palla rubata, zampata di Douvikas, the best: 1-2. Il Como usa le corsie come fionde: la catena di destra, soprattutto. Il ritmo, ora arpa ora tromba, addormenta il paziente disteso sul lettino e titilla il chirurgo, bisturi in mano. I cambi del Feticista, con De Bruyne, Alisson Santos, Lucca, Neres e Spinazzola, increspano un po’ le acque ma, di Butez, non ricordo parate tramandabili, salvo un dribbling sul danesone (e un gol di Lobotka, al 96’, annullato per fuorigioco di Lucca). Che primo tempo, il Como. Provateci voi, che non siete Dio, a far passare un cammello per la cruna di un lago.
** Cagliari-Inter 0-1 (Çalhanoglu). Una martellata al Monza, una pennellata nell’isola. Sarà pure in scadenza di contratto, il turco, ma nei tiri «da tre» rimane una sentenza. Nel pugilato, Pisacane avrebbe lanciato la fatidica spugna. Nel calcio non si può. Il dominio dei campioni è schiacciante. Lecche da ogni pizzo, qua i guanti di Caprile, là gli stinchi di qualche santo, spesso la mira ubriaca. Lo scarto, minimo, è un ossimoro. Ma regge. E alla riffa dell’ultimo ventello, tocca a Martinez, in due casi, e alla capoccia di Bisseck, su sventola di Adopo, evitare il più clamoroso degli epiloghi. I migliori: Barella e Pio, Caprile e Adopo. E Romano, classe 2006, già a segno al Tardini? Un peso piuma elegantino in una tonnara di pesi massimi.
Scritto da Fabrizio il 1 September 2026 alle ore 16:23
Appunto, non esiste programmazione, non esistono certezze. Esiste il far le cose con raziocinio e competenza. E la risposta si avrà a maggio prossimo, non prima, ma intanto vediamo di vincere la prossima e sarebbe un primo piccolo tassello per la risposta positiva di maggio. Più in generale la sensazione di competenza questa dirigenza la trasmette, al contrario di Comolli, ma anche Giuntoli pareva affidabile. Claro che molti destini della Juve 26/27 dipenderanno dal livello e dall’inserimento di Sarr e Wolte, oltre ai portieri ed al rilancio di DL. Se questi calciatori daranno risposte positive avranno programmato bene, altrimenti no. Ma chi può dirlo, oggi?
Qualche riflessione aspettando il gong finale…
E’ di nuovo cambiata mezza squadra. Comprensibile da un lato tenuto conto dell’annata scorsa, ma quando ogni santo anno rifai la rosa è difficile aprire un ciclo o almeno porre le basi per farlo. Aggiungo che un sacco di giocatori nuovi sono in prestito, il che aggiunge instabilità. Non parlo di « attaccamento alla maglia », quello non esiste quasi più, parlo di impegno e garra. Specialmente se la stagione non si rivelasse semplice, il rischio é che qualcuno tiri i remi in barca troppo presto e pensi alla stagione seguente con un’altra squadra.
Per il resto, faccio veramente fatica a capire se siamo meglio o peggio dell’anno scorso.
• PORTIERI : cambiati entrambi. Sono più forti quelli di quest’anno ? difficile a dirsi ma vista la pessima performance dell’anno scorso si avrebbe tendenza a pensare che é difficile far peggio. Poi, che possano rappresentare il futuro
• DIFESA : arrivati Celik e Lucumì, rientrato Rugani, partito nessuno (Holm e Cabal in pratica è come se non ci fossero). Qui dovrebbe essere meglio, se non altro numericamente, a meno che non cedano qualcuno al gong. Mancherebbe ancora comunque un terzino sinistro.
• CENTROCAMPO: partiti Adzic, Miretti e con Thuram non si sa bene se disponibile e quando. Arrivati Douglas Luiz e Pape Sarr. Numericamente si rischia d’essere uno in meno se non ho fatto male i conti. Come validità il reparto peggio non dovrebbe essere (ma attenzione perché per buona parte della stagione Thuram il suo contributo l’ha dato), ma a una prima occhiata non sembra neanche ci sia stato quel miglioramento che sarebbe necessario da anni.
• ESTERNI: arrivati Alajbegovic e Nico Gonzalez, partito per ora nessuno (forse Zhegrova al gong?) ma con Yildiz rotto tre mesi. Non credo cambi moltissimo a meno di esplosione dei nuovi arrivi.
• ATTACCANTI: come per i portieri, è cambiato tutto il reparto. Via Vlahovic, David e Openda, dentro Kolo Muani, Woltemade ed Ekhator. Su quest’ultimo se il buongiorno si vede dal mattino temo si possa contare poco. Gli altri due saranno meglio di quelli che sono andati via? Boh.
In conclusione sembra che almeno numericamente la rosa sia stata completata, per quanto riguarda la qualità è un grosso punto interrogativo. Personalmente mi convincono poco gli investimenti su Ekhator, Alajbegovic e Kolo Muani, specialmente per il bosniaco. Il budget l’avrei messo sul centrocampo potendo scegliere, in secondo luogo su portiere e attaccante. Gli esterni sono l’unico reparto dove avevamo già un sacco di opzioni, per cui l’acquisto, per quanto di prospettiva, diventa discutibile se poi non hai i soldi per coprire le vere priorità.
Motta sarà stato rigido e magari un po stronzo, ma essere “tradito” in quel modo é stato osceno.
Scritto da alef il 1 September 2026 alle ore 10:04
Su questo non ci sono dubbi. Però accadde pure con Sarri in altri contesti.
Bit
Perche scrivi di programmazione?non esiste.
Esiste solo la prossima partita…)));;;;;
Woltemade non è Ibra, spero non sia un altro Bendtner.
Mi accontenterei di “un” Llorente…
Scritto da Logan il 31 August 2026 alle ore 20:17
dati alla mano la Juve degli ultimi 5 anni é il gruppo meno vincente della storia recente, nei 9 anni tra l’ultimo Trap ed il primo Lippi, oltre alla splendida coppa Italia vinta a San Siro ci sono state anche 2 coppe uefa…quando la coppa uefa era una signora coppa giocata dalle seconde e terze..
per me la ragione principale di questa debacle, é il carattere dei giocatori di questi anni, che va dal cacasottismo visto ad esempio negli ultimi due mesi dello scorso anno, fino a quello scempio di boicottaggio visto con Motta, quando in 2 partite abbiamo preso gli stessi gol dei 3 mesi precedenti!
Motta sarà stato rigido e magari un po stronzo, ma essere “tradito” in quel modo é stato osceno.
cmq 90 milioni per uno che ti fa un anno buono in Bundes….giusto in Premier ci possono cascare
Ma l’attesa per un suo ritorno in Italia dovrebbe durare poco perché Di Battista dovrebbe tornare giovedì a Roma, con un volo privato. L’ex parlamentare del Movimento 5 stelle non userà quindi il volo di Stato messo a disposizione dal governo, un protocollo che è già stato applicato nell’ultimo anno per circa una sessantina cittadini italiani che avevano bisogno di assistenza all’estero e di un urgente ricovero ospedaliero.
Il volo di Di Battista sarebbe coperto dalla polizza assicurativa sottoscritta dall’ex parlamentare prima della partenza: potrebbe rientrare in Italia giovedì attraverso la procedura del cosiddetto rimpatrio sanitario.
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Diciamo che la cosa che più mi inquieta è avere una proprietà inerme, esangue direi, che non sa programmare e non sa farsi rispettare in nessun campo, sportivo, politico, istituzionale, comunicativo. E nella confusione che si è creata a livello dirigenziale, con continui cambi, non vorrei che la cosa si fosse riversata anche sul terreno di gioco, con l’imborghesimento di giocatori che andrebbero invece tenuti sulla corda, perchè l’involuzione di tanti, troppi calciatori da noi è allarmante. Sarà in grado questa dirigenza con questo allenatore di invertire la tendenza e avviare una nuova fase? Boh, io non lo so, posso solo sperarlo.
Eh, roba da Juve purtroppo ormai ce n’è poca in generale. Storicamente abbiamo avuto anche momenti di difficoltà e non c’è dubbio che questo sia un periodo difficile, i nodi sono venuti al pettine e stiamo scontando anni di errori e programmazioni completamente sballate o inesistenti. Poichè abbiamo capito che la proprietà non cambierà, possiamo solo sperare che con questa nuova dirigenza si possa avviare una fase di ripresa, ma ci vorrà tempo perchè rimediare a tutte le cazzate fatte non è affatto facile, come stiamo vedendo. Cominciamo a vedere quali altre sorprese ci riserverà la giornata odierna.