A carte «scoperte»

Roberto Beccantini13 September 2026Pubblicato in Per sport

Dopo un primo tempo fin troppo casto e sobrio, Sassuolo-Juventus è esplosa come un ubriaco per strada, regalando un 3-2 firmato al 94’ da Adzic, ex di turno, il cecchino che aveva steso l’Inter. Scritto che, tra l’82’ e il 91’, la doppietta di Zhegrova aveva riportato in quota Madama, trafitta da Esposito al 65’ (su imbucata di Matic e pisolo di Kalulu) e da Bowie all’89’ (su assist di Bakola); e precisato che le mancavano fior di titolari, non si può non rimarcare come al Mapei, là dove avevano segnato persino Miretti e David, il sinistro del kosovaro non è bastato.

E non è bastato perché il classicheggiante Aquilani i centravanti li ha (Esposito titolare, Bowie panchinaro), mentre l’Abatone rimbalza tra «Zero Muani» e Woltemade, una torre che deve ancora entrare in sintonia con le nuvole della squadra. Ha perso, la Juventus, per aver cercato di vincere fino all’ultimo, e anche oltre, ma le mutilazioni, di uomini e di alluci, l’hanno spinta a lasciare dietro di sé spazi enormi, praterie che avrebbe cavalcato un ronzino, figuriamoci la diligenza di Laurienté.

La Vecchia ha tirato più degli avversari, Muric ha parato più di Vicario, ma con i «bomber» che (non) si ritrova, l’Abatone è costretto a chiedere gli straordinari balistici ad Alajbegovic, Nico (a fil di traversa in avvio), Douglas Luiz e allo Zhegrova emerso improvvisamente dalla polvere dei suoi dribbling.

Mi dicono che mai la Juventus fosse scesa in campo senza almeno un italiano di movimento. E’ la prima sconfitta, con Sarr e Oboavwoduo al debutto, immeritata se pensiamo alle statistiche degli statisti, ma Koop non è Locatelli, il meno peggio è stato Douglas Luiz; Kalulu, spesso tra i migliori, un disastro; e il Sassuolo, con il cavolo che si è scansato. Carta assorbente, lama tagliente. Non sono stati solo gli episodi a distribuire la cicuta e il dessert.

** Napoli-Bologna 1-0 (Lobotka). L’hombre del destino è Costantino Favasuli, classe 2004, in prestito dal Catanzaro. Terzino-ala. Entra al posto di uno spento Politano e apparecchia il gol di «Robotka». E così il Feticista celebra il primo hurrà al Maradona dopo tre k.o. consecutivi. Vittoria più di quantità che di qualità, ma vittoria: e pure legittima. Se ‘o Napule, diretto da De Bruyne, punge poco, il Bologna di Tedesco (squalificato) non punge mai. Non c’è paragone con le versioni di Thiago e Italiano. Da Lukaku a Hojlund, Conte. Da Hojlund a Lucca, Allegri. Ci sarà dell’altro, ma c’è anche questo.

322 Commenti

Lascia un commento