I quarti, a 20 anni dal quarto

Roberto Beccantini9 July 2026

Gentili Pazienti, a vent’anni dal quarto e ultimo titolo, parliamo di cose serie (non necessariamente pulite, ma alzi la mano chi). Quarti di finale del Mondiale.

Ecco il mio borsino:

Francia 51 % Marocco 49%

Spagna 55% Belgio 45%

Norvegia 49% Inghilterra 51%

Argentina 55% Svizzera 45%

Il vostro?

Messi & Flaiano

Roberto Beccantini7 July 2026

Il peggio che può capitare a un genio, ammoniva Ennio Flaiano, è di essere compreso. Capita anche a Messi, ogni tanto. Soprattutto dal dischetto: secondo rigore sbagliato (bravo Shoubir). Però Leo è Leo. Un genio, appunto. L’Egitto di Hassan lo ha costretto a rimboccarsi le maniche, come dicono che facesse l’immenso Valentino, quando il tormento diventava estasi.

Conducevano per 2-0, i «nipoti di Mubarak»: possente incornata di Yasser Ibrahim, strepitoso contropiede di Salah e Hassan, suggellato da Mostafa Ziko. Era il 67’. Con il capitano fermo al penalty e a un palo. I guanti di Shobeir tenevano in piedi la baracca. Di «scalonete», manco l’ombra. Gioca Lautaro, invochi Julian Alvarez (sul quale il portiere avrebbe compiuto un mezzo miracolo); parte il «materassaio», speri nel Toro. Che entrerà sul più brutto, con Nico. E non invano.

Cominciava, ad Atlanta, una lenta processione verso l’area egizia. Sino alla palombella di Leo per la capoccia di Romero e all’esterno sinistro – made in Rosario, ça va sans dire – che, all’83’, fissava l’aggancio. Apriti cielo. Il pathos scrosciava tipo cascate Vittoria. Zitto zitto, Letexier bordeggiava e sbaciucchiava i campeones. D’improvviso, con la malizia di Salah e gli alluci acerbi di Marmoush, l’Egitto provava addirittura a vincere. Non lo avesse mai fatto.

Di ritorno da Seattle, dove aveva sistemato il caso Balogun con il bisturi del primario che opera senza anestesia, la Nemesi invitava gli epigoni di Soriano a profittare di pascoli così dolci, così indifesi. E allora, sotto: al minuto 93, non un’anima a disturbare la gittata del cross di Lautaro, calibrato dalla fascia destra, e sentinelle troppo svagate nell’opporsi alla zazzera del tatuatissimo Enzo Fernandez: tre pere in 13′, 3-2 come con Capo Verde.

Tutta un’altra storia. Ma anche questa, credeteci, lo è stata.

Se telefonando…

Roberto Beccantini7 July 2026

Se telefonando io potessi dirti addio. Si può, eccome. Stati Uniti uno Belgio quattro. Yankee go home. La porcata della squalifica della squalifica di Balogun, qual piuma al vento, resta. E restano pure la menata dell’articolo 27, l’imbeccata di Donald a Inzerbino, lo sdegno di Mosé-Blatter («Quo vadis, Fifa?»), l’orgia organizzata da Ceferin a casa Uefa, il «precedente pericolosissimo» di John Malagò, l’esecrazione di cicisbei e filistei.

Rimane soprattutto, lapide alla memoria, il risultato. Mai visto un Belgio così bello: neppure ai tempi di De Bruyne titolare. Mai visto un team America così sgonfio. Copertone forato dai chiodi dell’albagia del proprio «Commander in Cheat» (magari fosse mia: è di Rick Reilly).

Rudi Garcia ha azzeccato tutto: formazione, spirito, strategia, tattica. Dentro Raskin, Lukébakio, De Ketelaere; e, dopo il k.o. di Onana, persino Vanaken. Pochettino, invece, niente. McKennie, un’ombra. Pulisic, una mappa di cerotti; Balogun, il più classico dei «tanto tuonò che (non) piovve».

Dal Charles di Silverstone al Charles di Seattle: pronti-via e zampatina su cross di Raskin; bis di crapa, da piccolo Haaland, su arcobaleno di Trossard. Proprio lui, CDK, uno dei più smorti della compagnia. La punizione della ditta Tillman-Vanaken aveva fissato un pareggio surreale, lontano dalla trama.

Nella ripresa, la paperona di Freese titillava De Keteleare e spalancava la porta a Vanaken. Gli americani ci davano dentro con foga, l’arbitro della Giordania non faceva danni e, così, il solito subentrante Lukaku si mangiava il tenero Richards e calava il poker.

La nemesi, sazia, poteva tranquillamente togliere il disturbo, non prima di avercene dette di tutti i colori, uomini di poca fede che non siamo altro. Povero Donald. Povero Inzerbino. Ti telefono o no, ti telefono o no? Meglio di no.