La rive gauche

Roberto Beccantini26 novembre 2022Pubblicato in Per sport

Diario mondiale, sesta puntata. Cin cin Francia, prima agli ottavi.

** Tunisia-Australia 0-1. La zuccata di un ex impiegato d’aeroporto, Duke, ha scolpito il risultato di una sfida attratta a lungo dalle seduzioni del pari. In due gare, i tunisini non hanno mai segnato: può essere che per imprigionare i danesi avessero speso molto. Fatto sta che, per i canguri, è bastato sorprenderli in avvio e tenerli d’occhio.

** Polonia-Arabia Saudita 2-0. La volpe (Renard) si è preso la partita, l’italianista Michniewicz si è accontentato degli episodi. Morale: gol di Zielinski, Szczesny-show sul rigorino, molto ino, di Al Dawsari e sulla ribattuta di Al Burayk (più complicata questa di quello), traversa di Milik, palo di Lewandowski, raddoppio di Lewa (al primo squillo mondiale) su «invito» di Al Malki. Lo scarto non «esiste», se non nella fattualità del tabellino. Troppo vanesi, diranno i risultatisti degli arabi. Troppo vigliacchi, urleranno i prestazionisti dei polacchi. A proposito di Renard, ricordate la vecchia battuta di Craxi su Andreotti? «E’ una volpe. Ma prima o poi tutte le volpi finiscono in pellicceria».

** Francia-Danimarca 2-1. Doppietta di Mbappé, rive gauche al potere. Il primo, tutto a sinistra: di destro, a chiudere un delizioso ricamo di Theo. Il secondo, di coscia, su cross di uno smagliante Griezmann (da destra) ed esco-non-esco di Schmeichel. I danesi, per niente proni, erano tornati a galla con una sgrullata di Christensen, perso da Rabiot (a fine contratto e a inizio contatti?). Lo juventino, vivo e spesso nel vivo, si sarebbe poi riscattato con una gran rovesciata. Ricapitolando: calcio fisico e tecnico, bagliori ed errori, e un uomo solo al comando, la sua maglia è blu, il suo nome Kylian.

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