Che partitona, al Maradona. Napoli-Roma 3-3 è la foto di McTominay e di Soulé, protagonisti assoluti, di cingoli e di dribbling; il film del doctor Max e mister Gasp; il cozzo di filosofie diverse. Il 2-0, frutto di una rovesciatona di Anguissa e di una sgrullatona dello scozzese, rimanda allo 0-2 di San Siro, quando l’Inter rimontò sino al 3-2 di Lautaro.
Per mezz’ora comanda Kevin. E ‘o Napule gioca. Di rimessa, sì: ma senza chiudersi a chiave. Gollini nega un gol fatto a Olivera, Cristante coglie un palo. Al raddoppio di «McDomini», al 48’, la trama s’impenna. Politano si mangia il 3-0, Lupa a caccia, Napoli nascosto tra i cespugli. E’ un assedio. Soulé accorcia, dalla cartucciera l’Ego pesca Balerdi, uno stopper: suo il pari. Non altrettanto preziose, le staffette di Max. Beukema, in particolare: gran simulator dei simulator d’Omero. Tira aria di 2-3, invece Scott calibra una freccia che sorprende il portiere. E’ l’83’. Mamma, butta la pasta? Manco per sogno: di nuovo catenaccio, di nuovo arrembaggio. Sino al bis di Balerdi, in mischia. Kevin si era già ritirato, esausto. Al calar dell’ordalia, rosso e strip di Allegri: che barba. E quelle finestre aperte anche se sbarrate: il colmo. Fra Bodø/Glimt e Roma, 7 gol fatti e 6 presi. Improvvisamente, tutti al circo: persino il più accanito dei risultatisti.
** Como-Sassuolo 2-0 (Douvikas, Douvikas). Nico in panca, un’oretta per smaltire l’abbuffata United e assorbire i pizzicotti del Sassuolino, tre cambi nell’intervallo e, nel giro di 10’, la doppietta di Douvikas, su inviti di Caqueret e Kaiki. Cinque gol, il greco: «Pánta rheî hos potamós», tutto scorre come un fiume. Sarebbe un lago, ma Eraclito di Efeso – ammesso che fosse stato lui a dirlo – mica poteva immaginarlo. E così continua l’Oktobercesc.
** Lazio-Parma 2-1 (Taylor, Diego Carlos autorete, Lontani). In attesa di Inter-Fiorentina, l’Aquila di Gattuso vola lassù, sola. Settima vittoria. Non una gita, però. Primo tempo a ritmi bassi, un paio di parate di Mandas, la traversa di Isaksen, un contatto Troilo-Frattesi da rigore o giù di lì y nada mas. Ringhio alza il volume. Pressing, voglia, fame: eccoli. Piatto sinistro di Taylor, centrocampista che, come Pasalic, vorrei sempre nelle mie rose; goffo harakiri di Diego Carlos e pilota automatico. Agli sgoccioli degli sgoccioli, la parabola sghemba di Lontani (classe 2008, da seguire). Da Cuesta a Gilardino: tre gare, tre k.o. Forse il problema era a valle, non a monte.
Mamma mia che schifezza
E come sempre un ritmo e una velocità da dopolavoro.
Sempre piazzati male (Kolo sulla fascia, Woltemade fuori area) e sempre scelte sbagliate quando occorre finalizzare. Non tirano nemmeno sotto tortura, solo appoggi e passaggini.
Inizio horror….mamma mia come siam ridotti…
Bravo Lorenzo!!! Finalmente…non è tanto il titolo in sé, alla fine non più di un ATP 250 ( che peraltro dato il campo di partecipanti sembrava più un 500 ) ma COME hai giocato le precedenti partite e oggi la finale…speriamo sia ora un nuovo inizio lasciandoti alle spalle questa maledetta stagione piena di infortuni.
Un’ultima cosa: per quanto possa sembrare incredibile, tutti dovremmo essere orgogliosi di avere un giocatore così talentuoso, non tutti ti amano, un paio qui dentro ad esempio…ma vale il detto latino”Iddio confonde coloro che vuole perdere”…e quanto il verbo “confondere” risulta appropriato
Grande Musetti.
Continuo a pensare che senza sfiga l’Aus Open sarebbe stato suo.
Scritto da Alex drastico il 25 October 2026 alle ore 16:03 come sei volubile prima eri convinto che sarebbe stato di Mensik ora cambi idea?Questo Fritz mi ha ricordato il Fritz battuto da Nadal su una gamba sola(Wimbledon 22 quarti)
Siamo al 52esimoe e lo United è sotto di 2 gol in casa di fronte alle cherries…
Carrick salta stasera o domani?
I love Lorenzo Musetti
Grande Musetti.
Continuo a pensare che senza sfiga l’Aus Open sarebbe stato suo.
Ndrangheta=cancro