In Qatar, quattro anni fa, le semifinali furono: Argentina-Croazia 3-0 e Francia-Marocco 2-0. In Russia, nel 2018, erano state: Francia-Belgio 1-0 e Croazia-Inghilterra 2-1 dts. Nel 2026, tra Canada, Messico e Stati Uniti, saranno: martedì Francia-Spagna, mercoledì Inghilterra-Argentina.
Vamos. I vice campioni del Mondo contro i campioni d’Europa. Le manine de Diòs contro i fruitori dei sensori dormienti della spider cam. 1986-2026: quarant’anni di turismo psicopatico tra il più grande furto e il gol più grande. L’eredità di Diego non pesa più sul fioretto di Leo. Ecco. Ne mancava una. L’Argentina. A Kansas City, ha liquidato la Svizzera per 3-1 dopo aver raschiato, come i leoncini di Tuchel, il fondo dei supplementari. In vantaggio con la crapa di Mac Allister, lucidata dalla Pulce, e beccata in divieto di pausa da un triangolo Ndoye-Rodriguez-Ndoye, deve molto del tribolato successo al lodo Bastoni che smascherava, via Var, la simulazione di Embolo, già ammonito, e dunque: secondo giallo e giallo cancellato a Paredes.
Era il 72’: Yakin non poteva più giocare ad armi pari. Scaloni, lui, affiancava Lautaro a Julian Alvarez. Mica c’era bisogno di «scalonete». Bastava dimettersi da timidi e cingere d’assedio la tende di Kobel. Bastava cogliere l’attimo. Privi di Manzambi e di Vargas (costui, dentro dal 115’), i rosso-crociati, secondo il lessico d’antan, si dedicavano a Messi, soprattutto. E così, dimenticato, Julian pittava un destro meraviglioso. Una volta sotto, e una volta buttatisi alla ricerca del classico ago nel pagliaio, scattava il contropiede dei campeones, suggellato dal rimorchio del Toro interista. Amen.
E’ il momento del borsino:
Francia 51% Spagna 49%
Inghilterra 49% Argentina 51%.