Né dolcetto né scherzetto: Inter a una punta. Thuram, solo lui. D’accordo, Lautaro era infortunato. Ma perché Pio e Bonny in panca? Il 3-1 del derby di Halloween comincia dal Reverendo, da una mossa che dovrebbe confondere il Diavolo e, viceversa, spiazza l’Inter. Subito alla mercé di Moreira, the best, cross per la testa di Pulisic e corner per la «carezza» di Rabiot.
Scritto che anche Gonçalo Ramos non brilla da «nove» (da sherpa, se mai), è Amorim, al battesimo, che sorprende i campioni, con quell’avvio lì, tutti avanti al guinzaglio di Modric. Da ingiocabili a giocabili, il passo può essere breve: a maggior ragione se il mister s’inventa genio (ah, le idee: calma); se Diouff e Sucic, Barella e Calha sprigionano un pressing flebile; se i rivali si aggiudicano i duelli-chiave (da Carlos Augusto-Moreira a De Winter-Thuram).
Ma dal momento che il calcio è metà arte e metà riffa, ecco che, a ruota dell’incornata di Bastoni, il miracolo di Maignan su Spence (al 34’) sfratta letteralmente il pari dal tabellino. Ogni tanto, il Milan esce dal bunker e, su punizione, Moreira sventola una parabola che «spoglia» Martinez.
Se il primo tempo è da Premier, il secondo rientra nell’alveo italianista. Milan bloccato indietro, Inter a palleggiare nella giungla. Amorim è un lusitano che alla poesia malinconica del fado preferisce l’allegri-a di una gestione in bilico tra vecchio e nuovo San Siro.
Le partenze false di Chivu, al terzo derby perso su tre, suggeriscono riflessioni. Il delirio di onnipotenza può dare alle gambe, oltre che alla testa. Veniva, il Milan, dal 2-4 con il Bologna, sfida che aveva trasformato Mbangula in una sorta di Garrincha. Aveva il pronostico addosso. La fame, l’energia e la concentrazione espresse hanno intralciato il possesso dei rivali. E quel Gila, e quel Rabiot, uhm: ma se ghe (ri)penso…
Gli spiccioli di tridente – Pio, Thuram, Bonny – hanno ribadito, per paradosso, le tasche vuote della manovra. Fermo restando il pronostico: Inter sempre favorita.
** Udinese-Roma 2-5 (Cristante, Rodrigo Mora, Malen, Ndicka, Zaniolo, Palma, Ghilardi). Sintesi feroce della «manita»: Cristante e altri dieci.
Vittoria “pesante” per i Gunners, sia perché espugnano un campo difficile come Anfield sia perché mettono subito a frutto l’inatteso passo falso del City alllo Etihad contro il Brighton staccando in classifica i Citizens di 3 punti e rovesciando la situazione considerando che appena 2 giornate fa i 3 punti di vantaggio li aveva il City sull’Arsenal…sul l’Arsenal dice bene Alex, la squadra un po’ “sciupona” e talvolta tremebonda quale era l’Arsenal fino a due stagioni fa , pur praticando quasi sempre un calcio bellissimo a vedersi, ha lasciato la scena ad un cinismo “scientifico” non da intendersi, Dio ce ne guardi, come atteggiamento tattico “attendista” per colpire all’occasione “che prima o poi si presenta”, ma piuttosto come capacità di rendere redditizia e continua l’espressione del gioco , rarissimamente e’ dato vedere qualche giocatore/reparto dell’Arsenal commettere “castronerie” che da quelle sono protetti i Gunners aia dall’elevata qualità media dell’organico tutto sia, e soprattutto, da un’organizzazione di gioco sopraffina e ormai mandata a memoria dalla squadra
Gentile Superciuk, di un elmetto obbligatorio si era parlato anni fa. E proprio in England. Non conosco nel dettaglio il regolamento, e per questo mi scuso, ma ricordo che – portieri a parte – alcuni lo hanno usato, tipo Chivu dopo un tremendo cozzo in una Chievo-Inter d’antan.
Per parlare delle maschere, ormai ala portata di tutti, e non solo per Carnevale.
Secondo tempo più bloccato e meno spettacolare.
Barcolla e wirtz quasi 300m una follia.
Solito Arsenal iper organizzato e cinico con ricambi all’altezza in ogni ruolo.
I reds continuano ad avere gli stessi problemi dello scorso anno e faticheranno a risolverli perché i nuovi acquisti non migliorano la qualità generale.
Beh palese che il VAR, aduso, abbia bullizzato l’esordiente. Che non si è sentita di contrariare Il Como. E orsato si è giustamente incazzato. Che poi a dire il vero non c’è immagine certa che dimostri che l’evidente fallo, volontario, di mano avvena in area, anche se cosi a naso è molto probabile. Se il VAR non ha chiarito questo e ha detto alla esordiente riguardati il fallo, ha sbagliato e lei porella ha ceduto all’umma umma.
Scritto da Roberto Beccantini il 1 November 2026 alle ore 17:31
Gentile primario. I professionisti della pedata sono considerati lavoratori o no? Lavoratori con diritto a tutela come succedeva in alcuni paesi tra cui il nostro finona qualche anno fa o no? Perché se la risposta è in entrambi i casi si, lo stato, che per diritto viene prima delle federazioni calcistiche, ha il dovere, non il potere, il dovere di fa rispettare la tutela alla salute dei lavoratori come succede per gli operai o l’impiegato. E quindi obbligo di casco a tutela delle craniate, e obbligo a tutte le altre misure ritenute necessarie e utili a prevenire infortuni dei suddetti lavoratori.
Bellissima partita ad Anfield , Gunners avanti 1-0 ma può succedere ancora di tutto
Ad anfield road un primo tempo dedicato a chi ama il gioco del calcio.
Ogni sconfitta Della Juve e’ una vittoria per i veri sportivi
Como e Frosinone scortate,secondo lo Svizzero.
Quanta ne deve mangiare,ancora ..
Che immondizia di uomo e’,Marzio-.
Se andate un B,mi smanetto per l’ eternita’, retroCESSO