Un’opera da Tresoldi

Roberto Beccantini13 October 2026Pubblicato in Per sport

Poi arriva la Champions, e sono botte. Zero su due, zero (punti) dopo due.

** Inter-Brugge 3-4 (Tresoldi su rigore, Lautaro Martinez, Tresoldi, Tresoldi, Lautaro Martinez, Vermant, Bonny). Questa volta la «pazzia» non basta. Che partita, a San Siro. Succede di tutto, di troppo. Tanto per dire: traversa di Tresoldi, traversa di Calhanoglu, palo di Virgili. Sommer meglio di Martinez, ok, ma l’opera da Tresoldi è stata all’altezza della regia di Strehler. Non è che domini, la squadra di Leko. Ogni volta che ha la palla, però, non la tortura: la cesella. Sette sconfitte nelle ultime otto euro-sfide, il Reverendo. D’accordo, Sommer sfila il due pari al Toro e l’erede recidivo (do you remember Madrid?), con una uscita sciagurata, regala l’1-2 a Nicolò Tresoldi, 22 anni, milanista sfegatato.

Forbs e Potts non sono fenomeni, ma lo sembravano. Di Tresoldi ho detto: hombre d’area, come i centravanti d’antan. Pacchi di occasioni, sì, ma non a senso unico (e Martinez reattivo, altro che). Al Bernabeu aveva giocato decisamente meglio, l’Inter. Salvo errori e omissioni. Un passo indietro: clamoroso. Specie nella fase difensiva, là dove nel Novecento eravamo maestri. Dalla panchina, male Spence (suo lo sgorbio del poker), bene Bonny. E il rigore (di Calha su Forbs) c’era. Avversario sottovalutato? Mah: chi vince festeggia, chi perde spiega.

** Villarreal-Napoli 3-1 (Rrahmani, Mikautadze, Mouriño, Oluwaseyi). Un «suicidio» pure qui: di Politano, sullo 0-1. Retro-passaggio da sant’uffizio e zampatina del franco-georgiano. Gli opliti di Max erano avanti con Rrahmani, McTominay aveva sfiorato il raddoppio e Hojlund colpito un incrocio. Nel giro di 3’, da sopra a sotto. E da lì, un’agonia lenta, condita da mischie e miraggi. Sino al gancio del k.o. Conte, la stagione scorsa, era uscito già a fine gennaio. Coraggio.

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