Meglio il campo del Palazzo

Roberto Beccantini5 October 2026Pubblicato in Per sport

Prima di commentare Italia-Turchia 3-1, ultima del poker di Nations League, non si può non liquidare l’ipotesi, rilanciata in grande stile dal Palazzo e dai cortili, di Malagò commissario al posto di Malagò presidente. Mi aggrappo a Ennio Flaiano: «La situazione politica in Italia è grave ma non è seria».

Ciò premesso, Bologna ha confermato il trend. Dagli incubi belgi (comunque travolti a Parigi, dove noi no), al riscatto di Bursa; dal fiero pari in Francia a un successo, quest’ultimo, ricco più di gol che di gioco, ma tant’è: il 31 marzo eravamo ancora lì, serpenti attorcigliati al «cadavere» di Zenica.

Scamacca, poi Simsir, quindi Calafiori e di nuovo Pio, 21 anni e 7 reti in 13 presenze (stavolta, dalla panchina). Siamo secondi nel girone. Siamo vivi. D’accordo Donnarumma e altri dieci, ma fra quei dieci ci si muove (Kayode, Vergara, lo stesso Romano in versione mezzala, Doumbia aggressore) o si ritorna ai livelli d’antan (Bastoni, Frattesi). I montelliani erano decimati e non avevano centravanti di ruolo; gli azzurri, invece, ne avevano addirittura due. Avvicendati ed entrambi a segno. Magari lo scarto è esagerato: resta la reazione (allo 0-2 di Roma del 25 settembre; al pari degli ottomani). Non è tutto, non è poco.

Già sette, i debuttanti assoluti del Mancio. E, rispetto a venerdì scorso, nove cambi: le tasse sono «bellissime», avrebbe chiosato Tommaso Padoa-Schioppa, pensando alla gestione di quattro gare in undici giorni. Step by step, certo. E non è il caso di stappare champagne. Ma non è più il caso, almeno per ora, di spararsi. I bebè di Baldini hanno asfaltato per 6-2 la Polonia, i moschettieri hanno sofferto pure con la trentunesima della classifica Fifa, salvo ribellarsi ai suoi palleggi e domarla di forza. Otto reti in totale, quattro dei difensori (2 Bastoni, 1 Calafiori e Kayode): le squadre nascono così.

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