La storia non è settaria (penso al Paraguay). E’ esigente. Il Congo «belva» era in vantaggio dal 7’, rete di Cipenga. Soffriva, ringhiava, mordeva: con un portiere, Mpasi, che l’aveva giurata a Bellingham e a molti altri. Poi, al minuto 42, Mbuku imbeccava Wissa davanti a Pickford. Gol fatto? no: palo scheggiato. E così, niente raddoppio. E così, lassù qualcuno se l’è legata al dito.
Tuchel, più fortunato di Bielsa e Nagelsmann, è un tedesco che allena l’England, mentre Harry Kane è un inglese che gioca tra tedeschi, al Bayern. Ed è stato proprio a Kane che la storia – bisbetica, inviperita – si è rivolta per riportare l’epilogo nella cronaca: non importa se al termine di un canovaccio che Mpasi, Wan-Bissaka, Sadiki avevano tirato per il collo sino al confine dell’impossibile. Certo, anche i cambi. Ma soprattutto «lui». Il capitano. Di testa, su un crossetto di Gordon e poi di destro, da dentro l’area, una sassata alla vetrina delle favole.
Dal calcio degli scienziati al calcio dei signori Differenza: Messi, Haaland (suo il 2-1 della Norvegia alla Costa d’Avorio), Mbappé (sua la doppietta in Francia-Svezia 3-0). Non so voi, ma da allenatore non ne sarei geloso.
Complimenti al Congo, ex Zaire. Ho sorriso pensando a Rino e a Gianni e alla loro filastrocca «Oh bongo, bongo, bongo stare bene solo al Congo non mi muovo no, no. Bingo, bango, bengo, molte scuse ma non vengo, io rimango qui». Oggi, scatenerebbe dibattiti da suburra. Allora, no: per fortuna nostra e per merito loro.
Cos’altro aggiungere, se non un plauso al ct Desabre che si è difeso a catenaccio, sì, ma senza mai buttare via la chiave. Giunto all’86’, il sorpasso ha fissato una sentenza, non una ingiustizia. «Leoncini» agli ottavi, congolesi a casa. Non però come nel 1974, quando le avevano perse tutte rischiando addirittura la pelle. Da 0-1 a 2-1. Mondo Kane.
** Belgio-Senegal 3-2 dts (Diarra, Ismaïla Sarr, Lukaku, Tielemans, Tielemans su rigore). Sembrava una salma, il Belgio del violinista Garcia. Con e senza De Bruyne. Senza e con Lukaku. E il Senegal di Thiaw, uno squadrone, anche senza Koulibaly. Seattle non stava applaudendo una sorpresa: accompagnava un film di Indiana Jones per la regia di Mané. Palo di Sarr, palo-bis di Sarr e tapin di Diarra, con Courtois alla mercé dei flutti. Nella ripresa, lancio lungo di Diakhaté e show di Sarr, punta del Crystal Palace, alla quarta pera: do di petto e do di destro. Era il 51’. «Mamma, butta la pasta» avrebbe urlacchiato Dan.
Garcia aveva già avvicendato Amleto De Ketelaere con Big Rom. Richiamava De Bruyne, Doku e Vanaken; dentro Lukebakio, Raskin e Moreira. Anche Thiaw ricorreva ai panchinari. E comunque, niente di che. Sino alla zuffa fra Trossard e Tielemans. Robetta, se pensiamo al Bronx laziale dello sceriffo Maestrelli. Il botto di adrenalina rianima il Belgio e addormenta il Senegal. 86’: Lukaku, su iniziativa di Meunier, gran riserva; 89’: campanile di Trossard, uscita a farfalle di Diaw, crapa di Tielemans. Tro-Tie: i due «Vaffanti».
Supplementari, dunque. Rigori? No, rigore. Al 119’ o giù di lì, contatto Camara-Tielemans: lungo Var dell’arbitro (Martinez, Honduras), «after review» eccetera eccetera, dischetto. Concitata assemblea di condominio: lo batte Tielemans, non Lukaku. E il gatto, dopo 132 minuti, cambia sacco.
Tra Dimitrov e Berrettini vince chi si infortuna per secondo…
Tornando alla Juventus: qualcuno mi sa spiegare la gestione di Edoardo Motta e Daffara ? Coetanei, entrambi di Biella, fatte tutte le trafila da noi ed uno ceduto a zero per puntare sull altro che ora vendiamo per 6 mio (e 15%) al Parma senza diritto di recompra…be almeno Carnevali qualcosa incassa…ma dai…e poi come secondo e terzo portiere giriamo con gente di 34 e 37 anni …é tempo che la Uefa ci tagli la Rosa e costringa ad investire sui giovani
Bene ora mi posso tranquillamente addormentare col sottofondo di Spagna Austria…
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Grandissima partita a Wimbledon tra Dimitrov e Mensik , la spunta il bulgaro con una fantastica rimonta al quarto set, Grigor meritava un sia pur parziale risarcimento dal destino dopo il terribile infortunio patito contro Sinner lo scorso anno quando in ottavi di finale era in vantaggio 2 set a zero…ora lo aspetta Matteo Berrettini che probabilmente avrebbe preferito incontrare Mensik , più potente ma assai meno “creativo” di Grigor che con le sue variazioni riesce, soprattutto su questa superficie quando è a posto fisicamente, ad essere estremamente pericoloso per tutti