CRramos

Roberto Beccantini3 July 2026Pubblicato in Per sport

Il Milan di ieri: cross di Leao. Il Milan di domani: testa di Gonçalo Ramos. E’ il 94’: game, set, match? Sì, ma al prezzo di un epilogo che non finisce mai, 120 minuti o giù di lì, con il 2-2 di Gvardiol, in mischia, annullato per fuorigioco di Mario Pasalic. E così dalla righe di Portogallo-Croazia affiora materiale per una collana, non per un libro.

Che partita, a Toronto. Al piccolo trotto in avvio, poi sempre più galoppo, sempre più trombe e tamburi. Con i palleggiatori di Martinez a prendersi il cuore del ring e i guerrieri di Dalic a svignarsela in transizione.

Da una parte, i 41 anni di Cristiano. Dall’altra, i 40 suonati di Modric. Luka smista e sprona, renitente alla pensione. Cierre è un museo che cammina: un gol annullato per offside di mezza spalla (come a Sucic); il rigore dell’uno pari al 68’ – rigore «varista», per kamasutra di Vlasic su Renato Veiga – e il cambio, addirittura, all’81’. Ma non per Ramos, già entrato. Per Ruben Neves.

In vantaggio, i croati erano passati al 53’ con una rasoiata di Perisic, sempre sul pezzo. Difficile domare le emozioni e governare la cronaca. Leao titolare: questa sì, una notizia. E, nella ripresa, una gran traversa. Come un gran palo Kovacic. Le parate di Livakovic, i tuffi di Diogo Costa. E l’apertura degli arsenali: Bernardo Silva, Ramos, Conceiçao, Matanovic, Kramaric. Alè.

La tecnica, magistra vitae, riusciva a decorare persino gli agguati più temerari e i cozzi più ferini. Il Var, sin qui ai domiciliari, ha lavorato con uno zelo quasi italiota. Non penso, però, che abbia preso abbagli. Specialmente, se il regolamento in materia di fuorigioco è calibrato al capezzolo.

Portogallo agli ottavi, dunque. Ci lascia la Croazia, il francobollo terzo nel 1998, secondo nel 2018 e ancora terzo nel 2022. Avrebbe meritato almeno i supplementari. Troppo poco, l’onore delle armi.

38 Commenti

Lascia un commento