Per un tempo, guerra: 7 falli in 10’, Paredes ed Enzo Fernandez a caccia di caviglie randagie, botte e botti, provocanti e bollenti. E l’arbitro americano più bandito che sceriffo. Poi, calcio: finalmente. Un po’ di Inghilterra e, sull’1-0 di Gordon, tanta Argentina, troppa Argentina, solo Argentina. Il 2-1 di Atlanta va persin stretto a Scaloni e alle sue «scalonete», se penso alle parate di Pickford (su Nico, su Enzo), ai due pali di MacAllister.
L’ha orientata Leo Messi, e chi se no?, liberando il destro di Enzo, all’86’, e nutrendo lo stacco di Lautaro Martinez, al 92’. Il Toro interista è nato a Bahia Blanca, culla di Manu Ginobili. Il basket molto lo aiutò a migliorare il «timing» nei salti, nel darci di testa metafora dell’andare a rimbalzo. Martinez era appena entrato. E’ il suo status di precario, ma i gol sono già tre. E questo pesa più della retorica malviviana.
Era il 55’, quando Rogers (da destra) imbeccava Gordon (a sinistra): zampatina e bye bye Molina. Sembrava segnata, la polveriera della storia. Mani de Diòs e barrilete cosmici lacrimavano. Ci ha pensato Tuchel. Un tedesco, mica un labronico. Il domatore dei Leoni. Improvvisamente, incredibilmente. I cambi, i cambi: ha chiuso con un esercito di stopper. Chi c’era: Stones, Guehi. Chi sarebbe entrato: Konsa, Burn. Via Gordon (così impara), via Rice. Con Kane in versione Gatti e Bellingham a pascolare sfinito. In parole povere: Der Catenaccio.
L’ingresso di De Paul al posto di Giuliano Simeone è stato una rampa, piccola ma significativa, a conferma di quanto abbiano inciso le staffette, sublimate dal via-vai tra Tagliafico e Lautaro. Per carità , Scaloni non aveva scelta. Le aveva invece Tuchel: e le ha sbagliate tutte.
Nel ricordo di Diego, 40 anni dopo. Domenica sera nel New Jersey, gran finale: Spagna-Argentina. I campioni d’Europa contro i campioni del Mondo. Yamal, classe 2007. Messi, classe 1987. Ve la do io l’età .
Il mercato è cambiato.
Non è che punti uno, tratti con i procuratori, tratti con la società ed è finita.
C’è là Premier che può sbucare all’improvviso, la parola data non sempre è mantenuta, chi è svincolato fa partire le aste, …
I cartonati ne sanno qualcosa.
Carnevali è Massara stanno facendo il possibile, a mio parere.
Questo passa il convento. Ricordo che il nostro campionato è al livello di quello francese, portoghese, turco. Forse…
Celik è ol solito bidone strapagato.
Gasperini lo molla e qualche pollo qui dentro è contento di “averlo strappato”.
Da TSO
Colpo a sorpresa dell’inda!
Acquistato il centrocampista iivoriano Jean-Felix NdranghetÃ
Sarebbe un ottimo panchinaro é purtroppo un titolare per la juve attuale…almeno credo che al lordo non prenda troppo perche usufruisce ancora del decreto crescita…1 mio di commissioni ci puo stare…certo ha 29 anni… una promessa non e´
l’operazione Celik è la cartina di tornasole che rappresenta il livello di possibilità delle nostre trattative, ahimè molto ma molto basso, un specie di ricerca dei saldi
Scritto da nino raschieri il 17 July 2026 alle ore 11:20
si, il target è molto basso. Celik è roba da quarto-sesto posto come il resto della squadra. la cosa positiva è che una volta riescono a fare una operazione lontano dai riflettori e senza dissanguamenti verso i procuratori.