Da una parte, Champs-Olisé; dall’altra, place Donnarumma. Alla fine, Francia-Italia 1-1. O risultato! Mio risultato! I rimorsi di Zidane, i rimpianti di Mancini. La Nations sarà pure un’amichevole imbellettata e rossettata, ma in campo si bada al sodo. Specie in un «derby».
Trama non facile da sbobinare. Dunque: migliore in campo, per distacco, il nostro portiere. Bravo su Doué, Dembélé (qui, addirittura eccezionale), Olise, Rabiot e per ben due volte, agli sgoccioli, su Camavinga. Ma occhio: non è stato un massacro. Nel primo tempo, loro di palleggio e noi di rimessa, e comunque: che occasione, in avvio, Kean; e poi Frattesi, in mischia. Cambi di fronte, resistenza, sofferenza, ripartenze: e a Saint-Denis, per giunta.
Sangue blu, sangue azzurro. Senza centravanti – e senza Mbappé – la Francia accelera nella ripresa, dopo che Olise aveva scheggiato una traversa (al 23’). La punizione di Michael, al 55’, è uno schizzo picassiano. Via con i cambi: e Vergara sarà molto più prezioso di Barcola. Al minuto 68, Da Cunha perde palla, pressato, al limite della sua area. E chi era il borseggiatore? Uno stopper: Bastoni, già a segno in Turchia. Col cavolo che si emoziona. Avanza e, di sinistro, la «mette».
La conferma di Kayode, la cazzimma di Seb Esposito e Kean che, uscito Pio, fa il nove puro e procura il rosso di Upamecano (85’), le montagne russe di Tonali e Fagioli. Si chiude con Maignan stuzzicato da Kean e Barella svirgolante dall’area piccola. E così la festa di Zizou riesce a metà: c’est la vie. Mentre il Ciuffo si coccola progressi – di squadra, di tigna, di coraggio – che il battesimo belga aveva sbattuto in cantina. Secondo un guru del football americano, pareggiare è come baciare una sorella. Per carità. Resta Donnarumma. Non sarà mai la perfezione, ma quando gli gira, la rasenta. Non è da tutti.
Piuttosto, chissà come fa Stones a stare nello stesso spogliatoio del lombrosiano che durante la partita di Istanbul, quella dell’estintore nel culo del multinick Pasqualazzoff, lo appestò con il suo alito tipo fogne di Calcutta!
Si allenerà con una molletta al naso?
O magari il lombrosiano si “nasconde” nel fetore che comunque si respira in quell’ambiente.
Coglionazzo analfabeta ndranghetista, Kayode giocava a Firenze…non a Barranquilla.
E IO seguo la EPL e non un troll multinick ndranghetista che il calcio nemmeno sa come si giochi
Ti concedo che, sotto il cumulo di letame dove ti tengo, tu non possa vedere.
Cancro col baffetto.