Ubi maior

Roberto Beccantini10 October 2026Pubblicato in Per sport

C’era una sosta. L’hanno shakerata l’azzurro riscossa del Mancinellum e l’azzurro bordello del Giovannellum. Come era nei voti. Riecco il campionato; e, a ruota, la Champions e le sue ancelle (Europa League, Conference). Sarà pure l’oppio dei popoli, il foot, ma se pensiamo ai commissari che dovranno curare sé stessi, poveri noi.

** Inter-Parma 3-0 (Sucic, Calhanoglu su rigore, Thuram). Già sono i campioni; già sono i più forti: perché, allora, regalargli un gol (il primo: distruzione dal basso Corvi-Mandela Keita, pressing e sassata di Sucic, decimo oplita a segno); e persino un penalty (pedata di Diego Carlos a Pio, sfuggita a Bonacina e recuperata in tv)? Chivu va via di rotazioni e bava alla bocca. Thuram cala il tris, su smarcante di Mkhitaryan, addirittura in contropiede. Da Cuesta a Gilardino: troppo presto, per il Parma, afferrare il senso dalla svolta, se mai svolta sarà, vista la caratura degli avversari. Ripresa più liscia che gassata, epifania di Spence e 18 reti complessive in frigo. Il miglior attacco.

** Napoli-Frosinone 3-0 (De Bruyne su rigore, Lang, De Bruyne). Massimiliano versus Massimiliano. Per metà match, fuochi d’artificio; poi, fuochi fatui. Su tutto e su tutti, De Bruyne. Ora che si è rimesso, a 35 anni il suo righello è tornato acquarello. Per la cronaca, è un rigorino a spaccare la trama. Palmisani lo para a Hojlund. Da Lissone beccano una «falsa» partenza del portiere e, dunque, ripetizione: il belga la piazza e lo spiazza. Un palo del danesone aveva introdotto le danze. Bravi, i ciociari, a non arrendersi mai, anche se i paragoni con Kvara rischiano di squilibrare Kvernadze. Pregevoli le accelerazioni di Neres. Applausi al rientro di McTominay.

Voci e strepiti dal loggione: con Rocchi, damigiane di Var. Con Orsato, giusto un goccetto. E adesso? «C’è del nuovo e del vero nel vostro trattato, solo che il nuovo non è vero e il vero non è nuovo!», disse tizio di caio.

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