Max De Bruyne

Roberto Beccantini20 October 2026Pubblicato in Per sport

Champions League, terzo round: la quiete dopo le tempeste.

** Napoli-Bodo/Glimt 4-3 (Politano, Hauge, McTominay, Helmersen, McTominay, Bjortuft autorete, Fet). Partita dai sussulti zemaniani, come un aereo dentro gli starnuti delle nuvole: i vassoi che volano, le maschere che scendono, i passeggeri che si raccomandano al loro Dio (o al loro Io, riferito agli uomini di troppa fede).

Patti chiari. Quando comanda De Bruyne: volée strepitosa di Politano (lui, il «suicida» di Vila-real); doppietta di McTominay (ma no? ma sì); autorete di Bjortuft su percussione di Giovane; palo dello scozzese, occasioni a grappoli (più o meno).

Quando, viceversa, comanda «lui»: tremarella, tutti indietro e ciò nonostante, o proprio per questo, tre-reti-tre a difesa schierata.

Ma che strani, i norvegesi: fanno segnare Openda e David, strapazzano l’Inter e cedono a una squadra reduce da due sconfitte, «allenata», a turno, da un Illusionista belga e da un Feticista labronico. E se poi KDB ha giocato davanti al fortino, là dove non voleva (così ho letto), sfogliando il suo libro di geometria, bé, questi sono i dettagli cantati dall’Ornella, «Errori di grammatica lei non ne fa. E senza errori non si ha mai felicità».

** Roma-Slovan Bratislava 4-0 (Hermoso, Pisilli, Malen su rigore, Molina). Lo Slovan è la squadra contro la quale Evaristo Beccalossi tirò e sbagliò due rigori, scatenando la vena ironica di un attor comico interistissimo: Paolo Rossi. Tornando al taccuino: una passeggiata in scioltezza, la gomma ideale per cancellare gli sfregi del Real. Quattro reti, quattro marcatori, due dei quali difensori (Hermoso, Molina). E Malen, per una volta, più suggeritore che finalizzatore. Per quanto ci abbia provato, Gasp non è riuscito ad arrabbiarsi: neppure in tv, davanti ai santi inquisitori.

Sabato, al Maradona, Napoli-Roma. Fuoco alla propaganda.

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