Non se ne può più: la storia è sempre lì, con il pancione; ed è sempre lì che, messa incinta da quei peccatori degli episodi, sforna marmocchi che poi chiamerà record. Il primo punto di Curaçao (vi prego: «Curassoo»). I primi punti di Capo Verde e la saga del suo portiere, Vozinha. I 18 gol di Leo Messi, domani 39 anni. Il primo rosso al giocatore che ha salmodiato coprendosi la bocca (il paraguagio Miguel Almiron). I giapponesi che puliscono gli spogliatoi come certi Paesi lavano i soldi. Rafael Leao che entra e timbra.
Mancava Cristiano Ronaldo. Eccolo: l’unico ad aver segnato in sei Mondiali, diconsi sei. Contro il Congo, aveva girato al largo; e le poche palle toccate, attive o passive, le aveva toccate male. «L’autunno del patriarca», scrissi: aggrappato al carro, ma non così saldo come la sua saga avrebbe meritato. Molti, fingendo una pipì improvvisa, erano già scesi. Da Lisbona giungeva l’eco di processi astiosi e morbosi. Ai compagni – testimoni e non ancora indagati – chiedevano se fosse obbligatorio passargli la palla. Se, cioè, avessero ricevuto ordini in tal senso.
Sino a Portogallo-Uzbekistan. Fuori Bernardo, dentro Joao Felix. 5-0 a Houston: doppietta di Cierre. Su cross di Joao Cançelo; su contropiede e assist di Bruno Fernandes. Più, a latere, la punizione «lasciata» (sarà vero?) a Nuno Mendes; l’autorete della ditta Khusanov-Nematov; la chicca di Leao; e, sullo 0-2, lo splendido arcobaleno di Ganiev, dal limite, annullato per fallo a monte (su Cançelo) dopo processione al Var. Sono sincero: avrei pagato perché la ragione avesse torto.
Fabio Cannavaro ha cercato di inculcare rudimenti di calcio «normale», alternando il blocco basso alle migrazioni in velocità . I piedi hanno tracciato differenze insostenibili alla lavagna. Rimangono, come colonna sonora, i vagiti dell’ennesimo «bebè». Che dal 5 febbraio ha 41 anni e gioca prima punta.
Sul livello tecnico del mondiale non mi esprimo perché ho visto troppo poco. Condivido che noi avremmo fatto una figura barbina in primis perché siamo lenti e atleticamente scadenti. Per di più siamo modesti anche tecnicamente, per cui… il nostro è un calcio che va completamente rifondato, questo credo sia chiaro ormai a tutti. Che si riesca a farlo è un altro discorso, diciamo che non riesco a essere ottimista, ecco.
Ah, siamo già in fase biscotto. Un altro aspetto da migliorare sarebbe questo della formula dei gironi a 4 squadre.
Comunque percassi ha sgamato i due barboni toto’ e peppino e.giustamente ha venduto a quegli altri.
E’ la specialita del cresta, da witsel in poi. Un classico.
Scritto da INTERVENGO102 il 24 June 2026
Lo stesso di Bernardo,credo…
Scritto da Antonio il 24 June 2026 alle ore 15:51 Concordo, per quel poco che ho visto anche io, vero che c’è un livellamento tecnico, ma verso l alto. Tecnico ed anche tattico. Fenomeno in atto già da diversi anni, peraltro. Non ho cambiato idea sulla formula, ma è vero che alcune nazioni che comunque stanno facendo una figura dignitosa, con numero ristretto mai avrebbero potuto qualificarsi con conseguente ricaduta sulla popolarità dello sport calcio anche in zone del mondo sempre considerate, calcisticamente, da terzo quarto mondo